Al Direttore - 03 ottobre 2026, 17:22

Immigrazione, tra numeri, Europa e una opposizione in difficoltà

Una riflessione di Claudio Sacchetto, consigliere regionale di Fratelli d'Italia

Immigrazione, tra numeri, Europa e una opposizione in difficoltà

Egregio Direttore,

l'immigrazione e la vicenda dei cosiddetti "dublinanti" meritano una discussione seria, lontana tanto dagli allarmismi quanto dalla propaganda. 

E proprio per questo sorprende che una parte dell'opposizione abbia scelto di leggere ogni difficoltà nel rapporto tra Italia e partner europei come la prova di un presunto fallimento del Governo.

Il problema dell'immigrazione non nasce oggi e non può essere risolto con una battuta, né può essere ricondotto esclusivamente alle responsabilità dell'esecutivo italiano. La gestione dei migranti è, per sua natura, una questione europea: lo dimostrano le stesse reazioni dei diversi Paesi membri, che non sempre condividono le medesime strategie e che, sul principio del primo Paese di ingresso, stanno assumendo posizioni differenti.

È quindi singolare che l'opposizione trasformi la discussione sui trasferimenti dei richiedenti asilo in un referendum sul Governo italiano, senza confrontarsi con la complessità delle regole europee e con le responsabilità che ricadono sull'intera Unione.

Il punto politico, semmai, è un altro: dopo anni nei quali l'immigrazione è stata affrontata prevalentemente come emergenza, oggi l'Italia deve riuscire a trasformare il tema in una politica strutturale europea, fatta di controllo delle frontiere, accordi con i Paesi di origine e transito, rimpatri effettivi e percorsi ordinati per chi ha diritto alla protezione.

I dati vanno naturalmente verificati e discussi senza forzature. Il calo degli sbarchi rappresenta un elemento da considerare, così come deve essere valutato con altrettanta attenzione il numero ancora contenuto dei rimpatri rispetto alla dimensione complessiva del fenomeno. Rivendicare un risultato non significa sottrarsi alle criticità ancora aperte.

Quello che appare meno convincente, invece, è l'idea che ogni difficoltà internazionale possa essere utilizzata come prova automatica dell'inefficacia dell'azione di Governo. Se alcuni partner europei chiedono il trasferimento di persone arrivate in Italia, la questione va affrontata sul terreno diplomatico e giuridico, non trasformata in una gara di slogan.

Anche l'opposizione, del resto, dovrebbe spiegare con chiarezza quale alternativa concreta propone: quali accordi con i Paesi terzi, quali strumenti europei, quali procedure di rimpatrio e quali criteri per rendere sostenibile il sistema dell'accoglienza.

L'immigrazione è una questione troppo seria per essere ridotta a un "boomerang" comunicativo. È soprattutto una prova della capacità dell'Europa di assumersi responsabilità comuni e dell'Italia di far valere, nelle sedi europee, le proprie ragioni.

Ed è su questo terreno, quello dei risultati concreti e delle soluzioni praticabili, che sarebbe utile riportare il confronto politico.

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