C'è un'immagine che racconta bene il Palio degli Asini di Alba appena archiviato: nell'arena di piazza Cagnasso si continua a scherzare con i nomi degli asini, i Borghi si sfidano e si punzecchiano, mentre sugli spalti si parla sempre più spesso inglese. È proprio da questo equilibrio tra una tradizione profondamente albese e un pubblico ormai internazionale che Luca Sensibile, presidente della Giostra delle Cento Torri, parte nel tracciare il bilancio dell'edizione 2026.
"È andato tutto bene e c'è stata una buona partecipazione del pubblico. Quest'anno abbiamo cercato soprattutto di aumentare il coinvolgimento, anche grazie all'inserimento di Rossella Contu nella conduzione in inglese. Ormai il Palio è internazionale, così come lo è la Fiera".
I numeri definitivi sui biglietti venduti e sulla provenienza degli spettatori saranno elaborati nei prossimi giorni, quindi Sensibile preferisce non anticipare percentuali. Ma le prime impressioni raccolte direttamente nell'arena raccontano già una platea molto larga: "C'erano canadesi, australiani, persone provenienti dall'Asia, americani. Abbiamo un pubblico straniero". Una presenza che non nasce quest'anno e che ha spinto la Giostra a lavorare sempre di più sul modo di raccontare il Palio a chi arriva ad Alba senza conoscerne meccanismi e rituali.
La risposta è passata anche attraverso una conduzione a quattro voci. Marcello Pasquero ha seguito maggiormente la parte istituzionale e le interviste legate alla giuria, lo storico Davide Cestari "Davidello" il rapporto più diretto con il pubblico, mentre al centro dell'arena Andrea Vico e Rossella Contu hanno accompagnato la manifestazione in italiano e inglese.
L'obiettivo, però, non era semplicemente tradurre ciò che accadeva. Anche i testi degli episodi preparati dai Borghi sono stati tradotti in inglese prima delle rappresentazioni. "Negli anni ci siamo dovuti attrezzare per rendere il Palio più accessibile e spiegare ai turisti come si svolgono le diverse fasi. Non volevo però una semplice traduzione: anche in inglese deve esserci lo stesso dinamismo che abbiamo in italiano, perché bisogna coinvolgere il pubblico straniero".


Internazionale, dunque, senza diventare qualcosa di diverso. È un punto sul quale Sensibile insiste anche parlando della corsa. Gli asini, provenienti da scuderie nei pressi di Pisa, hanno secondo il presidente alzato il livello della gara e contribuito a renderla più vivace, senza trasformarla in una competizione esasperata.
"Gli asini erano di un livello un pochettino più alto rispetto al passato e questo rendeva la gara più divertente, senza entrare troppo nella competizione. Secondo me è questo l'equilibrio migliore, perché vogliamo mantenere la caratteristica goliardica del Palio".

E proprio la goliardia ha regalato uno degli episodi più divertenti della giornata. L'asino numero 4 era stato ribattezzato "Nuzzo su Di Biase", giocando sui nomi dei comici Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, presenti ad Alba insieme a Fulvio Marino. Non era esattamente il più veloce della compagnia, ma ha finito per guadagnarsi un'altra apparizione nell'arena: dopo che l'asino del Borgo San Martino si è azzoppato ed è stato escluso dalla finale dal veterinario, il numero 4 è stato ripescato.
"Era proprio un asino che non andava avanti", racconta divertito Sensibile. E anche questo, in fondo, fa parte del Palio. La presenza di Nuzzo e Di Biase ha inoltre offerto l'occasione per far conoscere la manifestazione oltre i confini locali: "Portare due comici conosciuti a livello nazionale trasferisce questo nostro momento, questo Palio, un po' in Italia. È una forma di promozione anche questa". I due si sono prestati al gioco con il pubblico e hanno realizzato anche propri contenuti durante la giornata.

La corsa, però, ha avuto anche una coda polemica. Al termine della finale è stata contestata la posizione del numero 17 del Borgo delle Rane al momento della partenza. Sensibile tiene innanzitutto a distinguere la propria valutazione dalla decisione spettante ai giudici: "Non era una cosa che dovevo decidere io e ho lasciato decidere loro".
La sua lettura dell'episodio è comunque netta. "Sembrava che il 17, quello che poi ha vinto, fosse mezzo metro o un metro più avanti del canapo. Forse era leggermente più avanti, ma la distanza fra le Rane e il Borgo dei Patin e Tesor alla fine era di mezza curva, quindi quei cinquanta centimetri non facevano la differenza".

Soprattutto, secondo il presidente della Giostra, l'eventuale irregolarità avrebbe dovuto essere sollevata immediatamente: "Se dovevi contestare bisognava contestare la partenza, non l'arrivo. Bastava alzare la mano e chiedere la ripartenza: si fermava e si rifaceva partire". I giudici si sono successivamente riuniti e hanno confermato la vittoria del Borgo delle Rane.
A imporsi domenica 4 ottobre è stato così il Borgo delle Rane, con il fantino Francesco Fauzia, numero 17, in sella a Caronte su Tempesta, conquistando il Drappo realizzato dallo scultore Riccardo Cordero. Il Borgo della Moretta si è aggiudicato il Premio Sfilata, mentre il Trofeo Città Gemelle è andato all'americana Medford, ancora grazie al Borgo delle Rane.

Per la Giostra delle Cento Torri, intanto, il tempo per fermarsi è poco. All'orizzonte c'è già il Baccanale, in programma sabato 17 e domenica 18 ottobre, sul quale l'organizzazione è al lavoro. Sarà il prossimo grande impegno dei Borghi dopo il Palio.









