Eventi - 05 ottobre 2026, 09:34

Alba, partenza alla Bolt e Palio senza l'occhio elettronico: decide la foto, festa per le Rane

Il presidente della giuria Romano Cugnasco convalida la vittoria di Francesco Fauzia. Tribune esaurite e mille figuranti in una giornata riuscita

Alla fine è andata come doveva andare, con la vittoria dell'asinello più vispo, dal nome dantesco di Caronte su Tempesta, e il trionfo (con suspense finale) di un borgo che non si aggiudicava il Palio di Alba dal lontano 2004.

Le 'Rane' si sono dunque portate a casa il drappo dell'artista Riccardo Cordero, per la gioia esplosiva dei borghigiani e quella commossa del loro presidente Beppe Fauzia, che ha visto il proprio figlio Francesco vincere sia la semifinale, con annesso 'Palio delle Città Gemelle', sia la finalissima, dove l'avversario più ostico e prevedibile è stato Torno Subito, guidato dal fantino Andrea Bravo, portacolori del Borgo Patin e Tesor.

La partenza è sempre il momento più difficile per palafrenieri, fantini e mossiere. Perché se è difficile allineare dei cavalli davanti ad un canapo, non lo è da meno allineare degli asini, meno esuberanti forse, ma testoni senza dubbio.

E la partenza da centometrista di Caronte su Tempesta ha lasciato qualche dubbio. Anticipata? Ai borghigiani di Patin e Tesor, proprio arroccati davanti alla linea di partenza, è sembrata proprio così.

La casacca giallo blu del numero 17 ha preso subito 3-4 metri di vantaggio su quella numero 16 a cavalcioni di Torno Subito, inutilmente protesa in un vano inseguimento. Proteste immediate. Qualche urlo di disapprovazione. "Avete rubato! Ladri!".

Poi la protesta ufficiale e la mediazione dei giudici, con il presidente della Giuria Romano Cugnasco impegnato a dirimere la questione, e senza il VAR, attorniato da borghigiani indignati, borghigiani festanti, fotografi, autorità, il pubblico sugli spalti in attesa di una decisione: vittoria assegnata o revocata?

Alla fine, nonostante le legittime lamentele di chi ha visto una falsa partenza chiarissima, lo start fu regolare. Lo sancisce una foto del bravissimo Vincenzo Nicolello, che coglie il canapo già floscio fra gli zoccoli di Caronte su Tempesta, colpevole solo di avere un tempo di reazione al via degno di Usain Bolt.

Decisione giusta, il Borgo delle Rane vince il Palio d'Alba 2026 e festeggia fino a tarda ora nella sede di corso Coppino, lasciando di guardia al drappo proprio il presidente Beppe Fauzia (non si sa mai ...).

Fine cronaca della gara, resteranno strascichi senz'altro. L'asino dal nome più curioso? Dosso su Strada Cauda del Borgo Santa Rosalia, che per gli albesi ha un significato particolare. Il più testone? Peppino su Debutto, il numero 2 di Patin e Tesor, che ha fatto dannare non poco Pietro Voghera, uscendo infine dalla pista per vie traverse.

Non è riuscita l'accoppiata Sfilata + Palio al Borgo Moretta, nonostante due asini in finale: Moretta su Verde Oro e Per Caso su Asu sono arrivati alla finale spompati. Il terzo posto è così andato a Kibo su Sei di Alba per il Borgo San Lorenzo.

Ultima annotazione. Il Borgo San Martino ha schierato in finale l'asino Nuzzo su Di Biase, cavalcato da Rebecca Lanzone, in onore del duo televisivo Corrado Nuzzo – Maria De Biase presenti al Palio insieme ad altri Vip, compreso il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

Pubblico straordinario, tutti i biglietti delle tribune venduti, sicurezza rigorosa, posti riservati ai disabili e agli anziani del Cottolengo, speaker e traduzione in inglese impeccabili. Un palio riuscito insomma, con una sfilata storica aperta dalla Giostra delle Cento Torri e performance artistiche dei 1000 figuranti da applausi.

A vincere la sfilata, come anticipato, il Borgo Moretta, con il Rapimento della Badessa e grandi lotte a colpi di spada contro i cattivi Marchesi di Busca.

Appuntamento ora al Baccanale dei Borghi del 17/18 ottobre dove forse si riparlerà ancora della partenza fulminea delle 'Rane', con la consapevolezza che comunque fosse partito Caronte su Tempesta avrebbe fatto una rimonta alla Kimi Antonelli e avrebbe trionfato lo stesso.

Silvano Bertaina

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