Attualità - 06 ottobre 2026, 14:24

“Le città possono costruire ponti”: Cuneo porta la sua diplomazia dal basso al centro della rete Michelin [FOTO]

Al Teatro Toselli il quinto incontro internazionale con 120 partecipanti da 15 città di 12 Paesi. Manassero guarda alla cooperazione tra territori anche come strumento di pace: “Quando gli Stati faticano a trovare accordi, siamo noi sindaci a dover dare risposte”. In sala anche la delegazione ucraina di Krementchuk

Al Teatro Toselli di Cuneo il quinto Incontro Internazionale della Rete delle Città Michelin

Al Teatro Toselli di Cuneo il quinto Incontro Internazionale della Rete delle Città Michelin

Quando i governi faticano a trovare una strada per la pace, possono essere le città a provare a costruire ponti”. È da questa idea, tutt'altro che protocollare, che Cuneo ha aperto questa mattina al Teatro Toselli il quinto Incontro Internazionale della Rete delle Città Michelin. Una rete nata dalla presenza degli stabilimenti del gruppo industriale in diverse parti del mondo e che oggi prova a trasformare quel filo comune in uno spazio di confronto su acqua, energia, cibo, sostenibilità e futuro dei territori.



“Le reti globali di città non sono più solo strumenti di scambio, ma possono diventare attori di una diplomazia internazionale esercitata dal basso, a beneficio della pace”. È il passaggio centrale del saluto della sindaca Patrizia Manassero, che ha scelto di leggere l'appuntamento cuneese anche alla luce di uno scenario internazionale segnato dai conflitti. “Quando gli Stati faticano a trovare accordi o i grandi trattati internazionali si muovono lentamente, sono i sindaci e i governi locali a dover dare risposte immediate ai cittadini”, ha aggiunto.

Un concetto che ha assunto un significato ancora più concreto con la presenza in sala della delegazione di Krementchuk, città ucraina che ospita un altro stabilimento Michelin. Proprio ai rappresentanti ucraini Manassero ha rivolto un saluto particolare, parlando della loro presenza come di “una preziosa testimonianza di coraggio e di resilienza” e come di un richiamo a costruire “una comunità globale che non lascia indietro nessuno”.

È dunque partita da qui la giornata inaugurale della quinta assemblea della Rete internazionale delle Città Michelin, ospitata per la prima volta a Cuneo. Fino a venerdì 9 ottobre oltre 120 partecipanti, in rappresentanza di 15 città e 12 Paesi, saranno coinvolti in incontri, visite, laboratori e momenti di confronto sul tema “Acqua, energia e cibo sostenibili: sfide globali e soluzioni locali”.

Tra il pubblico un nutrito gruppo di rappresentanti dell'Amministrazione comunale di Cuneo con consiglieri e assessori a testimonianza del richiamo internazionale dell'evento.

Per Cuneo non si tratta soltanto di ospitare una delegazione internazionale. La sindaca ha ricordato come l'appuntamento sia il punto di arrivo di un percorso iniziato due anni fa e costruito insieme a Clermont-Ferrand e a numerosi stakeholder del territorio, con l'obiettivo di trasformare le giornate della rete in “un laboratorio concreto di idee e risposte per il futuro”.

A sottolineare il valore della Rete è stato anche David Mitchell, sindaco di Bridgewater, in Nuova Scozia, presidente della Nova Scotia Federation of Municipalities, segretario del tesoro dell’INMC e tra le città fondatrici della Rete. Mitchell ha ricordato il percorso iniziato nel 2017 a Clermont-Ferrand e cresciuto attraverso gli incontri internazionali che si sono susseguiti negli anni: “Nel 2017 ci siamo incontrati a Clermont-Ferrand per la prima volta, uniti da un legame comune con Michelin, senza sapere ancora che cosa sarebbe diventata questa Rete. Oggi, quasi dieci anni dopo, possiamo dire che quella che sembrava un’idea audace si è trasformata in una comunità internazionale straordinariamente preziosa. L’appartenenza all’INMC ha generato relazioni, fiducia e opportunità concrete di investimento, rafforzando i legami non solo tra le città, ma anche all’interno della stessa famiglia Michelin. Cuneo rappresenta una nuova tappa di questo percorso: qui torniamo a confrontarci su sostenibilità, tecnologia, sicurezza alimentare e innovazione, ma soprattutto continuiamo a costruire una rete nella quale, indipendentemente dalle dimensioni della propria città o organizzazione, tutti hanno un posto, possono essere ascoltati e possono contribuire”.

È stato inoltre letto il messaggio inviato, per l’occasione, da Claudia Colla (capo della Rappresentanza regionale della Commissione Europea).

Il filo che unisce comunità così lontane è la presenza industriale di Michelin. “Siamo comunità distanti, separate da oceani, ma unite da un filo rosso”, ha sottolineato Manassero, ricordando anche il riconoscimento ricevuto domenica dallo stabilimento Michelin di Cuneo per la capacità di coniugare lavoro, sviluppo ed ecosostenibilità.

Da questo punto di partenza il confronto si è spostato sulle grandi sfide ambientali ed economiche. Marco Gallo, assessore regionale alla Montagna, ha definito Cuneo “un punto di osservazione sul futuro”, sottolineando come nel territorio convivano da sempre ambiente, montagna e industria. “Il clima non conosce confini amministrativi e non distingue tra acqua, foreste, biodiversità, città e montagne”, ha detto, invitando a superare la logica degli interventi separati per costruire una strategia territoriale unitaria.

Anche Luca Robaldo, presidente della Provincia, ha posto l'acqua al centro del proprio intervento. “Quello secondo me sarà il tema dei prossimi decenni”, ha osservato, sottolineando come la scarsità della risorsa non riguardi più soltanto le aree tradizionalmente esposte al problema. Per affrontare la sfida, secondo Robaldo, istituzioni e grandi aziende devono lavorare insieme, e Michelin può rappresentare un interlocutore importante per la sua attenzione alla sostenibilità e all'utilizzo delle risorse.

Sul rapporto tra impresa e comunità si è concentrato Mauro Sponza, direttore Industria Europa di Michelin. “Uno stabilimento non è un'entità astratta o un sito produttivo isolato: è un cuore economico, sociale e culturale integrato nel tessuto delle vostre città”, ha detto, rivendicando il valore del dialogo tra azienda, lavoratori, istituzioni e territori. Una relazione che, secondo Sponza, diventa ancora più importante mentre Michelin affronta la trasformazione legata alla decarbonizzazione, all'utilizzo di materiali rinnovabili e riciclati e alla mobilità sostenibile. Presente tra il pubblico anche il direttore dello stabilimento cuneese Simone Rossi.



A seguire hanno concluso i saluti istituzionali degli stakeholder cuneesi Patrizia Mellano, segretaria generale Camera di Commercio, Mariano Costamagna presidente di Confindustria Cuneo e Federico Borgna per la Fondazione Crc.


Il confronto è quindi entrato nel vivo con la tavola rotonda “Il futuro nelle nostre mani: governi locali e risorse del pianeta”, moderata dal giornalista Francesco Antonioli e affidata a due voci provenienti da mondi diversi: Fabrizio Testa, amministratore delegato di Borsa Italiana, e Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.

La domanda di fondo è stata quale ruolo debbano assumere i governi locali nel rapporto tra industria, economia e sostenibilità. Per Nappini la risposta passa dalla capacità dei territori di autodeterminarsi e di costruire condizioni perché le persone possano continuare a viverci. Riprendendo l'espressione utilizzata da Manassero, ha parlato della “diplomazia dal basso” come di una chiave per le transizioni future.

“Il turismo nelle aree interne funziona quando un viaggiatore può andare ad un tavolino in piazza, trovare un bar aperto, sedersi e vedere i signori accanto che giocano a carte”, ha spiegato Nappini. “Ma perché questo accada - ha sottolineato - devono prima esserci abitanti, servizi e attività. È qui che entra in gioco anche il ruolo dei Presìdi Slow Food”, che secondo la presidente possono contribuire a mantenere in vita aziende agricole, botteghe e comunità locali.

Dal punto di vista di Fabrizio Testa, invece, il compito deve essere distribuito tra diversi livelli. Al governo centrale spetta il compito di definire le regole, mentre i mercati dei capitali mettono in collegamento chi dispone delle risorse finanziarie con chi deve investire. Ma “chi mette a terra le leggi e i finanziamenti?”, ha chiesto. La risposta è nelle “comunità locali e negli stakeholder territoriali”, ha spiegato, chiamati a costruire le condizioni concrete per avere imprese, servizi, scuole e lavoro.

Un ragionamento che Testa ha collegato direttamente alla storia di Michelin, arrivata in Italia 120 anni fa e a Cuneo da oltre sessant'anni. Una presenza industriale che, nel modello descritto dal manager, mostra come capitale, impresa e territorio possano intrecciarsi e produrre sviluppo quando esiste una governance attenta ai lavoratori, agli stakeholder e alle comunità.

Il confronto internazionale proseguirà fino a venerdì. Nel programma ci sono sette giovani ricercatori del progetto ARTEMIS, quattordici start-up alimentari che presenteranno i propri progetti al Monviso, dieci giovani di Cuneo e Clermont-Ferrand chiamati a lavorare insieme e tre disegnatori di carnet de voyage. A chiudere l'incontro sarà l'assemblea statutaria della rete, con il passaggio del testimone a una nuova città chiamata a co-presiederla.

Gli appuntamenti “sul campo”

Dal pomeriggio le delegazioni si sono infatti divise in tre gruppi di lavoro dedicati ad acqua, energia e cibo, dando avvio a un percorso di visite e approfondimenti (dallo stabilimento Michelin di Ronchi alla Fondazione Agrion di Manta, passando per le esperienze legate all’irrigazione nel Cuneese) che, fino a tutta la giornata di domani, porterà i partecipanti a conoscere alcune delle principali esperienze sviluppate nel Cuneese. In particolare, domani, mercoledì 7 ottobre le delegazioni visiteranno la centrale di teleriscaldamento di Vernante, il Parco fluviale Gesso e Stura, il Centro Regionale di Castanicoltura di Chiusa di Pesio, l’azienda Agrimontana, la centrale idroelettrica “Einaudi” di Entracque, le Grotte di Bossea e il Santuario di Vicoforte.

Da sottolineare, tra gli appuntamenti di giovedì 8 ottobre, l’INMC Startup Award, il concorso internazionale, in collaborazione con La Gemma Venture, dedicato alle startup promosso dai membri del Corridor of Incubators (COI) e in programma alle 11 al Cinema Monviso di Cuneo. La competizione vedrà protagoniste 12 startup innovative provenienti da Canada, Francia, Germania, Spagna e Italia, quest’ultima rappresentata dalle due realtà cuneesi Plantvoice e Kelpeat. Al termine saranno assegnati tre premi del valore di 5.000, 3.000 e 1.000 euro. Il COI è il programma internazionale di soft landing della Rete, pensato per sostenere le startup delle città aderenti all’INMC nei loro percorsi di sviluppo internazionale, favorendo collaborazioni e accesso a nuovi mercati. Lo Startup Award sarà quindi anche un momento di incontro tra imprenditori, investitori, incubatori e istituzioni pubbliche e private provenienti dalle città della Rete.

Gli Stati e le città partecipanti all’evento

Spagna, con le città di Valladolid, Vitoria-Gasteiz e Aranda de Duero, insieme ai partner di Ignite Atlantic.

Canada, con la città di Bridgewater, e con le comunità di County of Kings, Pictou County, Windsor Nova, Nova Scotia Entreprendre, Sherbrooke e Magog.

Giappone, con la città di Maebashi.

Stati Uniti, con le delegazioni del South Carolina – le città di Greer e Anderson – e dell’Oklahoma, con la città di Norman.

Germania, con i rappresentanti di Bad Kreuznach e Regensburg.

Francia, con la città di Clermont-Ferrand e il Consolato di Lione.

Ucraina, con la città di Krementchuk.

Norvegia, con la città di Bergen.

Sara Aschero

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU