Un incontro informale presso Arcipelago, in via Meucci, stamattina a Cuneo. Ma, soprattutto, un'occasione di dialogo con i commercianti di quella zona.
Al centro del confronto l'ordinanza che il Comune intende adottare nell'area del quadrilatero, con la chiusura anticipata alle 19.30 di alcuni esercizi commerciali della zona. Quelli il cui codice Ateco definisce "alimentari e misti", oltre ai distributori automatici.
Saranno i mini market a dover chiudere. Gli altri, da chi vende kebab o pizza, le macellerie, le gastronomie e affini, così come i bar, non saranno interessati dal provvedimento.
Una misura eccezionale, che resterà in vigore 30 giorni e non sarà reiterabile.
A spiegare il provvedimento è stato il dirigente del Comune Massimiliano Galli, presenti anche i consiglieri comunali Ugo Sturlese, Piergiuseppe Costantino e Claudio Bongiovanni.
L’ipotesi, appunto, è quella di una chiusura dalle 19.30 per 30 giorni.
Non un "coprifuoco", è stato ribadito, ma una misura temporanea nei confronti delle attività considerate maggiormente coinvolte - e ritenute responsabili - nelle situazioni di disagio.
L’obiettivo, ha precisato, non è colpire indiscriminatamente chi vende alcolici, ma intervenire sulle situazioni nelle quali sono state rilevate violazioni e criticità.
Tra i problemi evidenziati figurano la vendita di alcolici, lo spaccio di stupefacenti, il possesso di armi o oggetti atti a offendere, il disturbo della quiete pubblica e il mancato rispetto dello spazio urbano. In particolare, è stato ricordato come alcune violazioni del divieto di vendita di alcolici siano state riscontrate non nei bar, ma in alcuni negozi. Violazioni continue, a detta del dirigente.
Prima dell’eventuale adozione gli esercenti avranno 15 giorni per presentare osservazioni.
Sul fronte opposto, i commercianti hanno espresso forte preoccupazione per le conseguenze economiche del provvedimento.
"Abbiamo spese e figli. Cosa ne viene in tasca a voi? Il fallimento di corso Giolitti?", ha detto la titolare di un minimarket, fortemente preoccupata ed esaperata dai continui controlli e dalle contiunue sanzioni. "Mancava una firma sull'estintore, ce ne erano tre e dovevano essere quattro. Miu è stata fatta una multa da 1.800 euro. Non dormo di notte per la preoccupazione", ha detto.
Secondo i commercianti, la chiusura alle 19.30 colpirebbe proprio la fascia oraria più importante per gli incassi. "Per noi quella fascia oraria rappresenta tra il 30 e il 40 per cento degli incassi, arrivando in alcuni periodi anche al 50 per cento. Piuttosto spostiamo la chiusura alle 20.30".
La domanda posta al Comune è diretta: "Cosa risolve questa prova di un mese?".
"Il problema non sono i negozi, ma quelli che bevono. Alle tre del pomeriggio sono già ubriachi, ma nessuno li sanziona. Vengono da noi".
"Se il problema è l'alcol, proibiamo la vendita. Ma non solo nei nostri negozi, anche al Carrefour e al Presto Fresco", hanno ribadito gli esercenti, lamentando la mancanza di controlli finalizzati ad arginare i problemi.
Diverse le perplessità espresse dai commercianti. A partire dalla mancanza di comunicazione con Confcommercio, assente questa mattina. E dalla chiusura costante del presidio di Polizia Locale, che ha sempre le serrande abbassate.
Il termine indicato per la presentazione delle osservazioni è il 17 ottobre. Solo successivamente il Comune valuterà i contenuti e procederà, eventualmente, con l’ordinanza.
Per i commercianti, però, il clima resta pesante. "È un periodo brutto per noi. Vivo con il terrore che l’indomani mi arrivino controlli", ha raccontato uno degli esercenti.
Altri hanno parlato di una situazione diventata insostenibile: "Noi commercianti siamo terrorizzati, stiamo vendendo tutto per andare in Francia. Viviamo ogni giorno con i controlli e sembra che ci sia solo corso Giolitti. Sanzionano noi senza risolvere il problema. Quando ce ne saremo andati, in corso Giolitti non resterà più niente".
La richiesta finale è quindi quella di non considerare gli esercenti come il problema, ma come parte della soluzione. "Siamo i primi a perderci, queste situazioni di degrado penalizzano prima di tutto noi, che siamo l'unico presidio in quelle aree. Chi beve e spaccia è un problema anche per noi. Chiuderci per un mese serve solo a farci fallire".
Ora la palla "ripassa" al Comune.












