Dalle carte che individuano le aree vocate agli interventi sul terreno. Dopo aver lavorato sulle nuove generazioni di cercatori e sulla conoscenza del territorio, Tuber Next Gen arriva alla terza edizione mettendo al centro ciò che si può fare concretamente per conservare e sviluppare il patrimonio tartufigeno: gestione delle tartufaie, nuove piante, esperienze dei Comuni e formazione.
L'appuntamento è per sabato 10 ottobre nella Sala Riolfo del Cortile della Maddalena ad Alba. A ricostruire il percorso di Tuber Next Gen, ideato dalla Regione Piemonte e dalla Fira Internazionale del Tartufo bianco d’Alba, è Antonio Degiacomi, presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo. La prima edizione, organizzata ad Alba tre anni fa, era stata dedicata alle nuove generazioni tra i cercatori di tartufi, comprese donne e giovani, e alla trasmissione delle conoscenze pratiche, anche in relazione al riconoscimento Unesco della cerca e cavatura del tartufo.
Lo scorso anno il lavoro si era invece articolato in quattro incontri dedicati al perfezionamento delle carte di potenzialità e attitudine tartufigena, realizzato dalla Regione Piemonte attraverso IPLA. Uno strumento che consente ai Comuni di individuare le aree vocate o potenzialmente vocate ai tartufi e di tenerne conto nell'ambito delle politiche urbanistiche e territoriali.
Quest'anno il confronto si sposta ulteriormente sul terreno delle buone pratiche. Accanto a un aggiornamento sulle politiche regionali, IPLA approfondirà la gestione delle tartufaie naturali e coltivate, mentre un altro capitolo riguarderà la disponibilità di piante attraverso i vivai regionali.
A rendere concreto il confronto saranno soprattutto le esperienze maturate nei territori. Monteu Roero, che ha avviato un importante progetto nelle Rocche insieme all'associazione locale dei tartufai, sta portando avanti interventi di manutenzione, valutando anche la possibilità di ulteriori acquisizioni.
Grinzane Cavour e Monforte presenteranno invece le esperienze legate alla messa a dimora di nuove piante, azione resa complicata dalle condizioni metereologiche. Dall’Enoteca del Roero arriva inoltre un'altra esperienza avviata da due anni, che prevede la distribuzione di venti piante ai Comuni aderenti.
Sono esperienze comunali differenti che entreranno nella tavola rotonda dedicata alle buone pratiche territoriali, insieme all'Associazione Tartufai di Alba, mettendo a confronto interventi già realizzati e problemi incontrati sul campo.
Il convegno prenderà il via alle 15.30, dopo la registrazione dei partecipanti prevista alle 15.15, con i saluti del sindaco di Alba Alberto Gatto, dell'assessore regionale alle Foreste e Tartuficoltura Marco Gallo e di Axel Iberti, presidente della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba.
La prima parte sarà dedicata agli interventi di sostegno per il patrimonio tartufigeno nell'ambito del PSP/CSR 2023-2027. Enrico Gallo, del Settore Foreste della Regione Piemonte, affronterà gli investimenti per imboschimenti, arboricoltura e agroforestazione; Marco Rocca, del Settore Lavori forestali e vivai, quelli per la vivaistica forestale regionale; Luca Zarantonello di IPLA Spa parlerà delle attività dimostrative e dell'assistenza tecnica per la gestione delle tartufaie naturali e coltivate.
Nel corso della tavola rotonda sarà inoltre consegnato il nuovo volume "Il Piemonte dei tartufi nel 1776 e 250 anni dopo", a cura del Centro Nazionale Studi Tartufo.
Un altro fronte riguarda la formazione. Apro Formazione presenterà l'esperienza realizzata con cinque tartufai professionali, protagonisti di un corso di 16 ore tenuto da Mauro Carbone, collaboratore del Centro Nazionale Studi Tartufo, e finanziato attraverso un programma regionale rivolto alle microaziende. Alle 17.20, con Mario Deltetto di Apro Formazione, è prevista la consegna dei diplomi.
L'esperienza apre anche alla possibilità di allargare in futuro la formazione agli altri soggetti della filiera: non soltanto cercatori, quindi, ma anche commercianti e selezionatori, ristoratori e guide naturalistiche.
Tuber Next Gen inizierà, in realtà, prima dell'apertura della Sala Riolfo. Alle 14, nel parco pubblico di San Cassiano, saranno messe a dimora alcune piante forestali d'intesa con il Comune di Alba. Un intervento che anticipa sul terreno il tema dell'incontro: passare dalla conoscenza delle aree tartufigene alla loro cura, mettendo insieme strumenti regionali, iniziative dei Comuni e competenze professionali per il patrimonio della prossima generazione.





