"Un negozio di vicinato, soprattutto in una realtà come Ceva, non è soltanto un'attività economica. È una vetrina accesa, un luogo di incontro, un servizio e un presidio sociale. Provare a immaginare il nostro centro storico senza negozi significa immaginare una città più vuota e meno viva".
Questa la riflessione dei consiglieri di minoranza Vincenzo Bezzone e Cinzia Gallo in merito alla recente deliberazione della Giunta comunale, approvata all'unanimità, con la quale è stata autorizzata l'installazione di due locker (armadietti automatici per il ritiro e la spedizione dei pacchi) su aree di proprietà comunale: uno InPost nei pressi del Peso Pubblico e uno Amazon in Piazzetta San Francesco.
"È la stessa delibera a ricordare che «il commercio elettronico e i servizi di consegna automatizzata sono in forte crescita» e a dichiarare l'intenzione dell'Amministrazione di favorire questi servizi. Ed è proprio questo il punto - sottolineano i consiglieri -. Se l'e-commerce è già in forte crescita, ha davvero bisogno di essere ulteriormente favorito da un piccolo Comune mettendo a disposizione spazi pubblici? Nessuno vuole impedire ai cittadini di acquistare online e nessuno è contro la tecnologia. La questione riguarda piuttosto le priorità di un'Amministrazione comunale. Amazon certamente non ha bisogno dell'aiuto del Comune di Ceva. I nostri commercianti, invece, hanno bisogno di attenzione e tutela. Sono loro che investono nella nostra città, sostengono affitti, utenze e personale e, quando ne ricorrono i presupposti, pagano TARI, IMU, canoni e altri tributi e oneri locali. Ma soprattutto sono loro che ogni mattina alzano una serranda e tengono viva Ceva. Un locker non accende una vetrina, non crea socialità e non potrà mai sostituire il ruolo economico e sociale di un negozio di vicinato.
La delibera stabilisce che installazione, manutenzione e gestione saranno a carico dei concessionari, ma non indica quale canone o corrispettivo verrà riconosciuto al Comune per l'utilizzo delle aree pubbliche, demandando agli uffici i successivi atti e contratti. Credo quindi sia legittimo chiedere: a quali condizioni saranno concessi questi spazi? Quale vantaggio ne ricaverà Ceva? È stato valutato l'impatto sul commercio locale? E i commercianti e le loro rappresentanze sono stati preventivamente coinvolti?".
"Questa non vuole essere una polemica - concludono Bezzone e Gallo -, ma una riflessione che rivolgo all'Amministrazione, all'ASCOM, all'associazione dei commercianti e agli stessi operatori economici cebani. Perché ogni serranda che si abbassa non significa soltanto un'impresa in meno: significa una vetrina spenta, meno persone nelle nostre vie e un altro passo verso la desertificazione commerciale e sociale del centro storico. C'è infine un particolare che mi ha colpito: la Giunta ha dichiarato la deliberazione immediatamente eseguibile per «l'urgenza a provvedere». E allora una domanda sorge spontanea:
era davvero urgente per Ceva installare i locker dei grandi operatori dell'e-commerce, oppure sarebbe più urgente mettere in campo nuove iniziative per aiutare chi ogni mattina apre un negozio nella nostra città? L'augurio è che la decisione possa essere riesaminata e che si apra un confronto con commercianti e associazioni di categoria. Non è una battaglia contro Amazon né contro l'e-commerce. È una questione di priorità. Amazon non ha certamente bisogno della tutela del Comune di Ceva.
I commercianti cebani, invece, hanno tutto il diritto di aspettarsela. Perché difendere il commercio di vicinato significa difendere Ceva".





