Seconda giornata per lo “Sport & Culture Festival” con tanti importanti protagonisti dello sport di scena a Mondovì nei vari talk e momenti collettivi, nelle piazze e a teatro.
Proprio a teatro, ieri sera, venerdì 9 ottobre, si è tenuto l’incontro “Una passione, due generazioni”, dedicato al mondo dei motori con Riccardo e Lorenzo Patrese, condotto da Marino Bartoletti. Un appuntamento che ha messo idealmente a confronto due generazioni della stessa famiglia e di due epoche diverse dell'automobilismo.
Il primo, Riccardo, classe 1954, ex campione di Formula 1 e prima ancora campione del mondo di Kart, che ha sfiorato il titolo di campione di Mondo negli anni ’80, in sella per diverse scuderie (ultime delle quali Williams e Benetton) e affiancando mostri sacri del calibro di Gilles Villeneuve, Ayrton Senna e Michael Schumacher.
Ora la tradizione motoristica si tramanda al promettente figlio Lorenzo, in sella su una Ferrari nel Gran Turismo 3, nelle corse di durata, come la 24 ore di Spa o di Le Mans.
Il ventunenne Lorenzo, oltre ad essere anche stato un bravo rider nell’equitazione, ha scelto di essere pilota, esordendo prima in kart (gareggiando ai tempi contro il più che probabile prossimo campione di F1 Kimi Antonelli, italiano che potrebbe riottenere il titolo dopo una pausa azzurra lunga 60 anni), affrontando una parentesi in Formula 4 e ora le gare di durata su una Ferrari nel GT (tra Europa, Stati Uniti e Asia).
Papà Riccardo agli inizi di carriera affrontò, invece, proprio a Mondovì, un campionato europeo di kart nel 1971, prima dell’ascesa in Formula Italia (l’attuale F4), Formula 3, fino alla Formula 1.
Gli interventi a margine dell'evento di venerdì (GUARDA IL VIDEO)
Le tre gare iconiche che Riccardo Patrese ritiene da vincere assolutamente: “L’Indy a Indianapolis, in F1 il GP di Montecarlo, mentre nel GT la 24 ore di Le Mans”.
Altri suoi ricordi: “Ho visto arrivare piloti come Schumacher, Prost, Senna, Hunt e Lauda, io mi ritengo essere stato il precursore di quelle che in quel periodo erano le nuove generazioni. Sono molto triste che Senna abbia perso la vita proprio su quella che era all’epoca la mia auto, la Williams”.
Patrese senior sfiorò un paio di volte l’approdo in Ferrari nella F1: “Prima con l’ingegner Enzo Ferrari, personaggio enigmatico, ma che con me aveva avuto uno spirito paternalistico. Poi alla fine degli anni ‘90 con l’ ingegner Lombardi, ma declinai io l’invito perché in quel periodo la Ferrari non viveva un periodo tecnico positivo e gli preferii la Williams”.















