Attualità - 11 ottobre 2026, 19:27

"Ci sono persone che attraversano la nostra vita e lasciano un segno che il tempo non riesce a cancellare"

Riceviamo e pubblichiamo

"Ci sono persone che attraversano la nostra vita e lasciano un segno che il tempo non riesce a cancellare"

***In ricordo di Vincenzo La Porta

Ci sono persone che attraversano la nostra vita e lasciano un segno che il tempo non riesce a cancellare. Persone che non si limitano a camminare accanto a noi, ma che ci insegnano, con la loro presenza e con il loro esempio, il valore profondo dell'amicizia, della condivisione e dell'umanità. Oggi siamo qui per ricordare Vincenzo un amico, una persona con la quale abbiamo condiviso tanto: il pane, l'amore e la poesia. Tre parole semplici, ma capaci di raccontare una vita intera. Il pane, simbolo della fraternità, della tavola imbandita, della gioia di stare insieme, del sapersi dividere ciò che si ha, anche quando è poco. L'amore, inteso non soltanto come sentimento, ma come attenzione agli altri, rispetto, generosità, capacità di esserci nei momenti belli e in quelli difficili. E poi la poesia, quella che si trova nei versi, nella musica, nell'arte, ma anche nei gesti quotidiani, negli incontri, nelle parole sincere e negli sguardi che sanno comprendere. In lui queste tre dimensioni non erano separate: erano parte di un unico modo di vivere, di guardare il mondo e di stare accanto agli altri. Un ricordo particolare va al suo impegno umano e culturale nell'Associazione Cenacolo “Clemente Rebora”, e nel Premio di Poesia e Narrativa “Massimiliano Kolbe” luoghi di incontro, di pensiero, di sensibilità e di ricerca della bellezza attraverso la cultura e la parola poetica. Il suo contributo non si esauriva nella realizzazione o partecipazione alle iniziative ma nella condivisione di interessi culturali. Era qualcosa di più profondo: era il desiderio di tenere viva una comunità, di alimentare il dialogo, di riconoscere nella cultura non un ornamento della vita, ma una necessità dell'anima. Perché la cultura, quando è autentica, non ci allontana dagli altri: ci avvicina, ci rende più consapevoli, ci aiuta a comprendere meglio noi stessi e il mondo che ci circonda. E proprio in questo spirito, il suo ricordo si lega a un'altra esperienza importante della sua vita: quella militare svolta presso l’ex Ospedale Militare di Savigliano nell’ambito sanitario. Anche in quell'ambiente, dove i gradi stabiliscono ruoli e responsabilità, seppe dare un esempio prezioso di attenzione, di rispetto e di umanità. Sapeva riconoscere la persona prima del grado, l'uomo prima della divisa. Sapeva che l'autorevolezza non nasce soltanto dalla posizione che si occupa, ma soprattutto dal modo in cui ci si comporta, dal rispetto che si dimostra, dalla capacità di ascoltare e di trattare ogni persona con dignità. Oggi la tua assenza ci addolora. Ci mancheranno la tua presenza, le occasioni condivise, le conversazioni, i momenti di amicizia e quelle piccole cose che, soltanto quando vengono a mancare, comprendiamo fino in fondo quanto fossero preziose. Eppure, accanto al dolore, rimane la gratitudine. La gratitudine per averti incontrato, per aver percorso con te un tratto di strada, per aver condiviso pensieri, esperienze, ideali e sentimenti. Ti salutiamo con affetto e nel farlo, vogliamo immaginare che il pane, l'amore e la poesia che abbiamo condiviso continuino a unirci, oltre il tempo e oltre l'assenza. Perché le persone care non ci lasciano soltanto un ricordo: ci lasciano un modo più bello di abitare la vita. E questo, caro Vincenzo, è il dono che continueremo a custodire di te.

Prof. Antonio Scommegna, Soci e amici delle Associazioni

al direttore

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