Scuole e corsi - 12 ottobre 2026, 13:39

Dalla memoria alla lotta contro le dipendenze: viaggio formativo tra Reggio Emilia e San Patrignano per il De Amicis di Cuneo

Due giornate intense tra storia, arte, orientamento e impegno sociale per gli studenti coinvolti nella seconda edizione del progetto FSL “Dipendenti dalle dipendenze culturali: se conosci ti appassioni”

Dalla memoria della Resistenza italiana alla scoperta del patrimonio storico-artistico emiliano, passando per il confronto con il mondo universitario e produttivo e per un’esperienza di approfondimento sui temi delle dipendenze e del recupero sociale.

È un itinerario formativo articolato quello proposto agli studenti delle terze classi degli indirizzi di Scienze Umane ed Economico Sociale, accompagnati da alcuni docenti del Liceo De Amicis di Cuneo, divisi in quattro gruppi. 

 L’ambito è quello della seconda edizione del progetto FSL (Formazione scuola-lavoro) “Dipendenti dalle dipendenze culturali: se conosci ti appassioni”, che ha previsto un viaggio di due giorni tra Reggio Emilia e la Comunità di San Patrignano, nel territorio riminese.

I ragazzi hanno vissuto due giorni di grande valore formativo, non solo dal punto di vista scolastico, ma anche e soprattutto umano.

Fuori dall’aula, dentro la vita.

La scelta: è stato questo il fil rouge del percorso proposto ai ragazzi.

La scelta di stare dall’altra parte, quella dell’antifascismo, in un momento storico complesso, arrivando a pagarla, questa scelta, con la vita; la scelta del proprio percorso di studio post maturità, con l’orientamento proposto presso UniMoRe e, infine, la scelta - perché di quello si tratta - di cercare rifugio e sfuggire dalla propria insoddisfazione nelle droghe, arrivando a distruggere se stessi, fino alla decisione, anche questa una scelta, di chiedere aiuto e di intraprendere un lungo e difficile percorso di riabilitazione.

La due giorni  ha preso avvio a Casa Cervi, a Gattatico, dove gli studenti hanno visitato l’Istituto Alcide Cervi, luogo profondamente legato alla memoria dell’antifascismo e della Resistenza. La visita didattica nella casa della famiglia Cervi, ha portato gli studenti a interrogarsi sul valore della libertà e sul significato delle scelte compiute dalle persone nei momenti decisivi della vita e della storia.


Nel pomeriggio spazio anche all’orientamento, con visite presso realtà aziendali del territorio.

Le attività, svolte con l’accompagnamento e il supporto dei docenti, di esperti e/o di personale dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore), erano tese ad avvicinare gli studenti al mondo universitario, produttivo e professionale.

I ragazzi sono stati “accompagnati” alla scoperta delle eccellenze del territorio, a partire dal Parmigiano Reggiano per arrivare ai salumi e ai prodotti che hanno portato il nome dell’Emilia Romagna in tutto il mondo.

Gli studenti, che provengono da una realtà per molti versi accostabile, ricca di eccellenze gastronomiche, hanno potuto conoscere i percorsi universitari offerti da UniMoRe e i relativi sbocchi lavorativi.

Ultimo momento formativo, la visita alla Basilica della Beata Vergine della Ghiara, che custodisce la Crocifissione di Cristo del Guercino.

La seconda giornata è stata dedicata a una delle esperienze centrali del progetto: la visita alla Comunità di San Patrignano, in provincia di Rimini.

L’incontro con la realtà di San Patrignano ha offerto agli studenti l’opportunità di approfondire temi di particolare rilevanza sociale e personale: le dipendenze, la prevenzione, l’inclusione, la responsabilità individuale e i percorsi di recupero. Attraverso l’ascolto delle esperienze di vita di chi sta vivendo il percorso di riabilitazione e la visita ai padiglioni dove questi giovani lavorano e si costruiscono un futuro, i ragazzi si sono avvicinati ad una realtà che da quasi 50 anni si occupa del recupero delle persone con problemi di dipendenza, così da poter riflettere sulle conseguenze che tali situazioni hanno sulla vita individuale, familiare e sociale.

Il tema delle dipendenze è ampio e non comprende solo le droghe.

C’è l’alcol, ci sono il gioco, il cibo, i social… 

Gli studenti hanno partecipato al progetto WeFree ascoltando le storie di chi ha scelto di vivere e si è salvato o è semplicemente in cammino, coinvolti attraverso la possibilità di intervenire e fare domande, in un clima di grande accoglienza, semplicità e soprattutto verità.

Perché a San Patrignano la regola è quella di non mentire e di dare alle cose il proprio nome.

In questo contesto, la visita si inserisce in un percorso educativo che punta a favorire una maggiore conoscenza dei rischi, ma anche delle possibilità di cambiamento, reinserimento e ricostruzione di un progetto di vita.

Un viaggio di quelli che non possono lasciare indifferenti, un’immersione nella vita, con i suoi lati bui ma anche con le sue infinite possibilità. 
Nei ragazzi incontrati a San Patrignano è stato possibile identificarsi. Tutti loro hanno raccontato le proprie fragilità e i propri tormenti, iniziati da ragazzini, da adolescenti, 
come gli studenti a cui l’esperienza era rivolta.

A queste fragilità hanno risposto scegliendo purtroppo la strada sbagliata, perdendosi, fino a capire, grazie all’amore e al supporto della famiglia, che c’era un’altra via.

Lo hanno raccontato agli studenti, mettendosi a nudo e toccandoli nel profondo.

Il viaggio formativo è stato dunque un’esperienza trasversale, nella quale la dimensione culturale si è intrecciata con quella sociale e orientativa.

La visita ai luoghi della memoria, l’incontro con le opere d’arte, la conoscenza delle realtà produttive e universitarie e il confronto con il mondo del recupero dalle dipendenze sono stati una lunga lezione sulla scelta, fuori dall’ambiente scolastico tradizionale. un’occasione di apprendimento diretto e riflessione più ampia sulle scelte personali, sul futuro e sul ruolo che ciascuno può assumere nella comunità.

Barbara Simonelli

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