Attualità - 14 ottobre 2026, 08:06

Road to Alba Capitale italiana dell'Arte Contemporanea 2027, passando da Guarene

Parco d'arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, un viaggio tra memoria e futuro (1ª parte)

(Foto di Flat Earth Visa)

(Foto di Flat Earth Visa)

È iniziato il conto alla rovescia per Alba Capitale italiana dell'Arte Contemporanea. Per tutto il 2027, il cuore delle Langhe si trasformerà in un vivace laboratorio di creatività, incentrato sul valore sociale dell'arte e della cultura.

Ma c'è un luogo che anticipa il calendario degli appuntamenti, mostrandosi al mondo in tutta la sua bellezza. È il Parco d'arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, sulla collina di San Licerio, a Guarene. Qui, l'arte sconfina dai musei, diventa paesaggio, spazio naturalistico, esperienza immersiva.

Un colle dove arte contemporanea e memoria del territorio s'intrecciano in modo forte e visibile, diventando un "museo a cielo aperto" con architettura, scultura e memoria che dialogano tra loro.

E qui apriamo una parentesi. San Licerio nacque in Spagna presumibilmente nel 465 d.C. e morì all'età di 75 anni. La sua memoria liturgica cade il 27 agosto. Diventò vescovo del Couserans (Francia), proteggendo con le sue preghiere la regione dall'invasione dei Visigoti, conquistando così il titolo di defensores civitatis. Il suo culto, diffuso nel sud della Francia e in Spagna, giunse anche su questo colle che prese il suo nome.

A dare il benvenuto ai visitatori, ci sono dei pannelli che illustrano le installazioni realizzate da artisti riconosciuti sulla scena italiana e internazionale, in un contesto che invita a guardare vicino e lontano, a conoscere, ad accendere l'immaginazione, a inventare e raccontare storie.

E poi il lessico del contemporaneo che si esprime, ardito, in quel panorama di straordinario fascino, appartenente ai paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato, Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, accanto ai filari di una vigna di Nebbiolo, fra i salici, le querce, il frutteto di pere Madernasse.

Non si tratta solo di guardare opere, ma di raccontare un territorio, seguendo la promenade come unico percorso di visita, tutti i giorni dalle 8 alle 22, e riscoprire, attraverso l'arte, la poesia della vita.

Installazione sonora "There Is Nothing Left Here"

All'ingresso del Parco d'arte, l'installazione sonora There Is Nothing Left Here (7'18"), parte della Collezione Sandretto Re Rebaudengo dal 2006, accoglie chi entra e si diffonde lungo il viale. Susan Philipsz interpreta a cappella, senza alcun accompagnamento strumentale, le parole cariche di tristezza della canzone Sweeter Than Anything di PJ Harvey. A tratti la voce tace, sostituita dallo scampanio malinconico di un vibrafono. La ballata racconta di un amore estivo, dello struggimento provocato dalla sua fine: "I can't believe, there is nothing left here". La voce soave di Philipsz amplifica la dimensione emotiva della canzone, suscitando i ricordi, gli affetti e i sentimenti di chi ascolta. Nelle sue opere, l'artista esplora la fisicità della musica e la sua relazione con i luoghi; attinge dal vasto repertorio della cultura popolare, della musica leggera, della lirica, scegliendo brani che vanno dalle ballate del Cinquecento al folk irlandese, da David Bowie ai Nirvana. Susan Philipsz è nata nel 1965 a Glasgow (Regno Unito), dove vive e lavora.

Installazione "Flat Earth Visa"

Flat Earth Visa (Acciaio, tubi al neon, reti metalliche. 3 ø, h. 3; 3,30 x 3,70 m) è un'installazione site-specific, concepita appositamente per il Parco (2019) e composta da due sculture: tre antenne paraboliche rivolte verso il cielo e una serie di recinzioni fuse in acciaio. In questi due lavori, l'artista traduce i processi digitali in oggetti scultorei: nel primo ha creato una forma che richiama i tragitti tra i satelliti e le stazioni a terra delle telecomunicazioni; nel secondo ha trasformato in presenze concrete le immagini digitali dei tanti recinti che, da ogni angolo del pianeta, spartiscono i territori. Queste sculture, che nella notte si illuminano di rosso, forniscono gli spunti per riflettere sui flussi della comunicazione digitale e senza limiti di internet in un mondo fatto di muri reali e confini immaginari. L'autore è Paul Kneale, nato nel 1986 a Toronto (Canada), dove vive e lavora.

(Fine prima parte)

Silvia Gullino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU