Politica - 14 ottobre 2026, 18:41

"FdI Cuneo emargina la Destra: quali saranno le conseguenze politiche ed elettorali?"

Paolo Chiarenza denuncia la “messa all’indice” di iscritti e militanti della componente identitaria segnalando il rischio di una fuga verso Futuro Nazionale di Vannacci

Chiarenza e il sindaco di Valdieri

Chiarenza e il sindaco di Valdieri

Egregio direttore,

è risaputo che la provincia di Cuneo registrava tanti esponenti di Destra, da Alleanza Nazionale in qua. Si riscontrava anche attraverso iniziative e articoli di giornale sui problemi del territorio che questa componente vantava aderenti qualificati e capaci, militanti attivi e disponibili. Ma chi segue la vita politica avverte il fastidio che essi danno e la preclusione nei loro confronti da parte degli attuali vertici della federazione di FdI, che si richiamano al ministro Guido Crosetto. Non vi è sufficiente lucidità politica e interesse di partito per riconoscere che come in tutti i partiti di una certa consistenza convivono più anime. Così in FdI vi è la componente moderata (ex Dc) , la liberale-conservatrice, la nazionale e sociale. La lealtà e l’intento di stare insieme, pur con storie passate e provenienze diverse, dovrebbe comportare di accettare di superare i trascorsi e proiettarsi compatti verso comuni propositi ed obiettivi. La medesima visione di vita sociale e l’impegno nazionale e civile misurano l’affidabilità e le capacità di una forza politica e della sua classe dirigente.

Alla prova dei fatti a Cuneo questi princìpi unitari non sussistono in certuni che dominano la scena. La Destra viene emarginata perché ritenuta estremista e nostalgica che non accetta la dichiarazione d’obbligo di antifascismo. E’ paradossale, ma c’è chi gioisce di questa emarginazione, sostenuta con enfasi dai nuovi venuti, che, incuranti dell’immobilismo propositivo e organizzativo, non avvertono la diffusa perdita di militanti, ritenuti ingombranti, e non tiene conto che FdI è stato fondato da Giorgia Meloni (ex AN), Guido Crosetto (ex Dc) e Ignazio La Russa (ex MSI). In linea politica per una Nuova Repubblica è all’MSI di Giorgio Almirante che la Destra di oggi si ricollega, riconoscendosi nelle dichiarazioni coerenti ben attuali di un uomo delle istituzioni come il Presidente del Senato La Russa.

L’ostracismo ha colpito per primo Guido Giordana, capofila della componente di Destra, sindaco di Valdieri, uno dei più attivi e capaci sindaci del cuneese. Con lui sono finiti all’indice conosciuti esponenti della destra, da Cuneo a Saluzzo, da Borgo S. Dalmazzo a Moretta, da Mondovì a Cavallermaggiore, da Boves ad Alba, da Savigliano a Beinette, da Fossano a Vicoforte, da Bra a Cherasco, e tanti altri piccoli Comuni. L’ostracismo che denunciamo si evince visibilmente anche nelle parate fotografiche ufficiali di FdI.

Tutto potrebbe rimanere immutato e non preoccupante se non si dovesse affrontare una intensa stagione elettorale politica e amministrativa e se non fosse esplosa la meteora Futuro Nazionale del generale Vannacci. Con una federazione provinciale di FdI che emargina chi è di destra con un esodo evidente verso nuovi schieramenti, con una palese insofferenza verso gli irrisolti problemi nazionali e del territorio cuneese, quanti voti andranno dispersi? Quante preferenze saranno disattese? 

Il bacino elettorale di FdI è fra la moltitudine di cittadini che non votano il centrodestra perché ancora non sufficientemente incisivo. Rivolgersi verso gli elettori di FI e Lega è un errore: per governare il prodotto di maggioranza per la coalizione non cambia. La situazione politica ed elettorale cuneese vede FdI in posizione marginale rispetto agli alleati della coalizione, malgrado il vanto di essere il primo partito. Il ministro Crosetto è venuto recentemente a Cuneo per dare al partito la “sveglia” e “compattare”. Il risultato è stato di affidare al sen. Perosino la gestione delle prossime elezioni. Una “strigliata” che però conferma l’attuale vertice provinciale di FdI (in carica da 10 anni) e il suo seguito , ribadendo in ogni caso la dipendenza dal “centro”. Di nuova linea politica niente. Dei problemi del territorio non si è parlato; il malessere all’interno non è considerato, è solo un fastidio. Insomma, il risultato è di parafrasare Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore de “Il Gattopardo”, quando dice “cambiare tutto per non cambiare nulla!”. Non si tiene conto che tanti vogliono realmente cambiare, non vogliono eclissarsi verso un “moderatismo” che non è né moderazione propositiva né dialogo costruttivo, ma rassegnazione all’immobilismo politico, allo sbiadimento degli ideali e al pregiudizio ideologico verso la Destra.

Due ultimi avvertimenti a FdI Cuneo: non coinvolgendo nelle campagne elettorali i rappresentanti ben identificabili della Destra cuneese, non si arginerà l’esodo degli elettori del centrodestra verso la sirena del generale Vannacci. E’ necessario intendere che il partito ha bisogno di persone di fede che portano voti, e di militanti attivi che procurano preferenze.

Ringrazio per la pubblicazione. Distintamente.

 Paolo Chiarenza (ex consigliere provinciale, ex consigliere comunale)

al direttore

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