Economia - 15 ottobre 2026, 09:56

Ex Ilva di Racconigi, il sindaco Oderda: "Valutare la cessione separata per salvare lo stabilimento"

Il primo cittadino racconigese interviene sulla crisi del sito industriale, ribadendo la necessità di esplorare ogni strada produttiva e criticando le scelte del passato

Un presidio di lavoratori all'ex Ilva, nei giorni scorsi

Un presidio di lavoratori all'ex Ilva, nei giorni scorsi

"A nome dell’Amministrazione comunale voglio esprimere tutta la nostra vicinanza ai lavoratori dell’ex Ilva di Racconigi e alle loro famiglie. Condividiamo le loro preoccupazioni e comprendiamo quanto sia difficile affrontare una situazione nella quale, da troppo tempo, mancano certezze e prospettive".

Così il sindaco di Racconigi Valerio Oderda interviene sulla crisi dello stabilimento, oggi parte di Acciaierie d’Italia, al centro di una complessa vertenza ora sul tavolo del Governo.

[Il sindaco di Racconigi Valerio Oderda]

"Oggi il nostro stabilimento è, di fatto, quasi completamente fermo. Le notizie degli ultimi giorni, con l’annuncio della fermata degli impianti del Nord entro il 15 novembre, rendono ancora più pesante una situazione che purtroppo temevamo da tempo. In questi anni abbiamo più volte denunciato il rischio che Racconigi rimanesse ai margini delle grandi decisioni sul futuro dell’ex Ilva. E questo è accaduto proprio quando sarebbe stato fondamentale valorizzare le opportunità che si erano presentate per il nostro stabilimento. C’è stato infatti un momento in cui diversi gruppi industriali avevano manifestato interesse per il sito di Racconigi. Per questo avevamo sostenuto, anche quando molti la consideravano una strada impraticabile, la possibilità di una cessione separata degli stabilimenti, il cosiddetto 'spezzatino'. Non per mettere in discussione la ricerca di una soluzione complessiva, ma perché ritenevamo che nessuna opportunità di salvaguardare la produzione e i posti di lavoro dovesse essere esclusa a priori".

"Quella posizione, purtroppo, non trovò il sostegno che speravamo da parte del Governo, dei commissari, degli altri enti locali e delle organizzazioni sindacali. Sappiamo che ciascuno ha affrontato questa vicenda con responsabilità e valutazioni diverse, ma resta il rammarico per non essere riusciti a costruire una posizione condivisa che desse maggiore attenzione alle esigenze di Racconigi. Oggi molte delle nostre preoccupazioni si stanno concretizzando. E non c’è alcuna soddisfazione nel constatarlo. Avremmo preferito essere smentiti dai fatti e vedere il nostro stabilimento lavorare a pieno ritmo. Proprio per questo guardiamo con interesse al fatto che, anche a livello nazionale, si torni a discutere di una maggiore autonomia degli stabilimenti del Nord e persino della possibilità di una loro cessione separata. È una strada che, a nostro avviso, merita ancora di essere esplorata, questa volta con il contributo di tutti e senza preclusioni".

"Perché dietro questa vicenda non ci sono soltanto impianti e prospettive industriali. Ci sono persone, famiglie e una storia di lavoro che appartiene alla nostra città. Generazioni di lavoratrici e lavoratori hanno costruito, con competenza e professionalità, un patrimonio che non possiamo permetterci di perdere senza aver tentato ogni soluzione possibile. Chiediamo quindi al Governo di garantire con urgenza tutte le tutele e gli ammortizzatori sociali necessari, ma anche di accompagnarli con scelte concrete per il futuro produttivo. La cassa integrazione può aiutare ad affrontare l'emergenza, ma non può diventare l'unica prospettiva. Occorre continuare a cercare soggetti industriali interessati al rilancio dello stabilimento, valutando ogni possibilità, anche quella di un'acquisizione separata".

"Come Amministrazione comunale – conclude il sindaco – continueremo a fare la nostra parte, al fianco dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e di tutte le istituzioni disponibili a lavorare insieme. Non ci interessa rivendicare di aver avuto ragione, ma trovare una soluzione che dia finalmente un futuro allo stabilimento. Non possiamo e non vogliamo considerare già scritto il destino dell’ex Ilva di Racconigi. Continueremo a chiedere attenzione, responsabilità e fatti concreti. Lo dobbiamo ai lavoratori, alle loro famiglie e a un territorio che ha ancora voglia e capacità di lavorare, produrre e guardare avanti".

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