Riceviamo e pubblichiamo:
Spettabile Redazione,
desidero affidare alle vostre pagine una riflessione e una testimonianza riguardo al funzionamento dei servizi di chirurgia oculistica presso l'Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo, sperando che possa servire da stimolo per un miglioramento dell'organizzazione a tutela di tutti i cittadini.
Nei mesi scorsi sono stato sottoposto con successo al primo intervento chirurgico ad un occhio per la correzione di cataratta e difetto visivo. Tuttavia, il percorso terapeutico e assistenziale che avrebbe dovuto condurre al completamento dell'iter con il secondo intervento ha evidenziato notevoli criticità organizzative.
Ad oggi, nonostante i tempi previsti e le indicazioni ricevute, mi trovo ad affrontare un'incertezza prolungata sulla programmazione del secondo intervento, fondamentale per ripristinare un equilibrio visivo adeguato e consentirmi di svolgere le normali attività quotidiane. A questo ritardo si sono sommate ulteriori difficoltà operative riscontrate nel corso delle visite di controllo post-operatorie e nella gestione della documentazione medica messa a disposizione del paziente.
Di fronte a questa situazione di stallo e alle difficoltà nel ricevere risposte chiare sui tempi di completamento del percorso di cura, nei giorni scorsi ho provveduto ad inviare un dettagliato esposto formale via PEC indirizzato alla Direzione Generale e all'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell'Azienda Ospedaliera.
Ci tengo a precisare che il mio obiettivo non è fare sterile polemica, ma portare all'attenzione pubblica una realtà che accomuna molti pazienti, spesso anziani o in condizioni di fragilità. La chirurgia oculistica non è un vezzo, ma una necessità primaria per la qualità della vita e l'autonomia personale.
Confido che l'Azienda Ospedaliera possa cogliere questa mia segnalazione come un'opportunità per fare chiarezza sulla programmazione degli interventi e per ottimizzare la comunicazione con l'utenza, garantendo a tutti la continuità assistenziale che un'eccellenza sanitaria come quella cuneese deve poter assicurare.
Luciano Castellino, Demonte





