Nuova udienza del procedimento relativo alle presunte violenze all’interno della casa circondariale di Cuneo. Secondo l’accusa, gli episodi contestati ai dieci agenti della Polizia penitenziaria, tra cui l'allora comandante, si sarebbero verificati tra il 2021 e il 2023. Tra i fatti esaminati, anche quelli del giugno 2023 nel Padiglione Gesso.
A riferire sugli esiti delle visite è stato il consulente medico-legale del pubblico ministero, che aveva esaminato i detenuti a distanza di circa dieci giorni dai fatti. Secondo il professionista, alcune lesioni sarebbeor risultate compatibili con traumi contusivi avvenuti nei giorni precedenti, in particolare per forma e localizzazione. Tra i segni riscontrati, un occhio nero ancora visibile al momento della visita. Il sanitario ha tuttavia definito modesta l’efficienza lesiva dei traumi, precisando che non tutte le ecchimosi consentivano di ricostruire con certezza le modalità dei colpi.
Poi, è staro ascoltato anche l’attuale direttore della casa circondariale, assente la sera del 20 giugno 2023 per motivi di salute. Il dirigente ha ricostruito le criticità organizzative dell’istituto, ricordando l’aumento della popolazione detenuta e i problemi legati alla videosorveglianza del padiglione Gesso. Ha inoltre spiegato che l’utilizzo della forza deve avvenire quando non siano praticabili alternative e che, in via ordinaria, l’isolamento cautelare richiede l’autorizzazione della direzione.
A sostituirlo da remoto in quei giorni, era una direttrice. Presente in aula, la funzionaria ha dichiarato di aver appreso dell’accaduto soltanto il 28 giugno, attraverso una telefonata del vicecomandante. Ha lamentato di non essere stata informata né dell’intervento né dell’isolamento dei detenuti, sottolineando che avrebbe dovuto essere avvisata. Secondo la sua ricostruzione, la protesta era circoscritta a poche celle e non sembrava preludere a una rivolta, ipotizzando che l’irruzione potesse essere stata finalizzata a tacitare le proteste, precisando però di non essere stata presente in istituto.
Il processo è stato rinviato al 20 novembre.





