Attualità - 19 ottobre 2026, 10:05

La mostra fotografica “Ultrabanale” inaugura la filiale Torino Corporate di Banco Azzoaglio

Taglio del nastro e vernissage fanno incontrare finanza e cultura in corso Duca degli Abruzzi 5

Maurizio Beucci (a destra) firma il progetto fotografico “Ultrabanale”

Maurizio Beucci (a destra) firma il progetto fotografico “Ultrabanale”

Giovedì 15 ottobre, in corso Duca degli Abruzzi 5, è stata inaugurata la filiale Torino Corporate di Banco Azzoaglio, con la mostra fotografica permanente “Ultrabanale” di Maurizio Beucci, promossa dalla Fondazione Azzoaglio Ets. 

Il vernissage si è svolto in occasione del taglio del nastro ufficiale della filiale, già operativa da qualche mese, alla presenza di oltre un centinaio di persone tra imprenditori e manager, insieme alla governance del Banco. La scelta di ospitare la mostra nella filiale Torino Corporate nasce dalla volontà di Banco Azzoaglio di affiancare alla funzione professionale e finanziaria degli spazi dell’istituto bancario, una dimensione culturale e relazionale. La fotografia diventa così un’occasione per aprire il luogo di lavoro a nuove prospettive, mettendo in dialogo il mondo dell’impresa con quello della cultura e con il territorio. La mostra “Ultrabanale” è visitabile negli orari di apertura della filiale di Banca Azzoaglio, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.15 e dalle 14.30 alle 17.45, con chiusura anticipata alle 17.15 il venerdì. Per maggiori informazioni visitare il sito Internet www.fondazioneazzoaglio.com.

“Torino rappresenta per noi un territorio strategico, per la qualità e la densità del suo tessuto imprenditoriale. Abbiamo quindi voluto creare una filiale con una vocazione precisa: essere un punto di riferimento per le imprese e per gli imprenditori. Le aziende hanno bisogno di interlocutori capaci di affiancarle nella definizione della struttura finanziaria più adeguata ai loro progetti. Le esigenze delle imprese sono profondamente cambiate. Il finanziamento bancario tradizionale rimane fondamentale, ma oggi da solo non è più sufficiente. La nostra ambizione – ha spiegatoErica Azzoaglio,presidente del Banco Azzoaglio – è sviluppare una vera consulenza finanziaria, nella quale i diversi strumenti possano essere combinati in funzione delle caratteristiche dell’azienda, dei suoi obiettivi e della fase che sta attraversando. È questo il modello che vogliamo portare nella nuova sede corporate di Torino: non semplicemente finanziare un progetto, ma contribuire a costruire le condizioni finanziarie perché quel progetto possa svilupparsi nel tempo. Siamo una banca, ma siamo anche una famiglia di imprenditori. Conosciamo quindi dall’interno cosa significa fare impresa: investire, assumersi responsabilità, affrontare momenti di incertezza, programmare il futuro e prendere decisioni che spesso hanno conseguenze di lungo periodo. Questo ci facilita nell’ instaurare con l’imprenditore un dialogo molto concreto. La scelta di portare ‘Ultrabanale’ nella nuova Filiale Corporate di Torino del Banco è dettata dalla volontà di fare dei luoghi del lavoro anche luoghi di relazione e di apertura verso il territorio. Uno spazio può così diventare un punto di incontro tra impresa e cultura, tra persone e visioni, tra ciò che attraversiamo ogni giorno e ciò che possiamo ancora imparare a vedere”.

Maurizio Beucci è un fotografo, curatore e insegnante di fotografia nato a Torino, Senior Manager of the Global Leica Akademie. Con “Ultrabanale” invita a soffermarsi su ciò che appartiene alla quotidianità e che, proprio per la sua familiarità, rischia di passare inosservato. Immagini che non cercano necessariamente l’effetto sorpresa, ma suggeriscono uno sguardo diverso sulle cose, restituendo valore al già visto, all’ovvio e ai dettagli che accompagnano la vita di tutti i giorni. “La mostra nasce dall’idea che quando ci annoiamo, niente è banale – ha raccontato Beucci, che firma il progetto fotografico -. Tutto e tutti cercano di catturare la nostra attenzione e per assurdo questo stimolo infinito produce l’effetto contrario. Ci distrae. É importante quindi far spazio alla noia, quella ‘condizione, transitoria o duratura, di insoddisfazione frustrante, di indifferenza inquieta e disaffezione dolorosa verso una realtà esperita come priva di significato, dobbiamo innanzitutto predisporci alla noia per osservare le cose con nuovi occhi”.

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