Durante una riunione della Giunta comunale di Margarita, presieduta dal sindaco Michele Alberti, sono stati definiti i dettagli della cerimonia per le esequie ufficiali di Giuseppe Serra, Internato Militare Italiano (IMI), artigliere da montagna nato in paese il 21 gennaio 1922.
Serra fu catturato dai nazisti al Brennero il 12 settembre 1943, insieme al proprio reparto militare. Deportato in Germania e internato nello Stalag XIII D, morì il 5 maggio 1944, a soli 22 anni, a causa degli stenti e delle malattie che segnarono la sua breve prigionia.
Alla riunione era presente Romolo Garavagno, presidente della onlus monregalese intitolata al colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, che ha curato i rapporti con il Commissariato generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa.
Il programma prevede che, al rientro a Margarita, l’urna contenente i resti mortali venga accolta nella Sala consiliare, dove sarà allestita la camera ardente per la veglia funebre. Il 22 ottobre l’urna sarà consegnata ai familiari, in particolare al nipote Massimo Serra, che si sono impegnati affinché i resti del congiunto potessero tornare in patria dal Cimitero Militare Italiano di Francoforte sul Meno.
Il trasferimento sarà preceduto da una cerimonia commemorativa a Torino, nella Basilica della Gran Madre, dedicata a tutti i Caduti. In tale occasione, il ritiro dei resti mortali sarà effettuato dal Comando Militare Nord.
La cerimonia di venerdì 23 ottobre
Il momento centrale delle commemorazioni si svolgerà venerdì 23 ottobre. Alle ore 14 il corteo funebre raggiungerà la chiesa parrocchiale, dove don Paolo Biestro celebrerà la Messa di suffragio. Prima della funzione religiosa saranno resi gli onori al Monumento ai Caduti, situato nelle vicinanze della chiesa.
È prevista la partecipazione dei sindaci del circondario e di rappresentanti di altri Comuni decorati al Valor militare o al Valor civile, oltre che delle autorità e delle associazioni d’Arma e partigiane. Un omaggio particolarmente significativo sarà rappresentato dalla presenza del gonfalone della Provincia, decorato con la Medaglia d’oro al Valor militare per la Resistenza. La sensibilità dimostrata dal presidente della Provincia, Luca Robaldo, ha consentito di predisporre questa partecipazione, insieme a quella dei gonfaloni dei Comuni insigniti di analoghe onorificenze.
Una giovane vita spezzata dalla prigionia
La storia di Giuseppe Serra si inserisce nella drammatica vicenda degli Internati Militari Italiani, i soldati catturati dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e deportati nei campi di prigionia del Reich.
Giovanissimo, Serra aveva svolto il primo periodo di istruzione militare a Mondovì, nella caserma ospitata nell’antico ospedale di Carassone. Dal 5 agosto 1942 al marzo 1943 aveva prestato servizio in Russia. Al rientro era stato trasferito in Alto Adige, presso una caserma vicina al confine, dove lo raggiunse la cattura da parte dei nazisti.
Con il suo reparto fu deportato in Germania e sottoposto a condizioni di vita durissime: lavori massacranti, razioni alimentari insufficienti e assenza di adeguate cure sanitarie. La denutrizione e le malattie provocarono un progressivo deterioramento delle condizioni fisiche dei prigionieri. Per Serra la prigionia durò pochi mesi e si concluse tragicamente il 5 maggio 1944.
Furono circa 800 mila i militari italiani coinvolti nella prigionia nazista dopo l’armistizio. Solo una minoranza accettò di aderire alle proposte di arruolamento nelle forze armate nazifasciste, rifiutando invece la collaborazione con il regime e affrontando spesso condizioni estremamente dure.
Il ritorno di Giuseppe Serra a Margarita rappresenta dunque non soltanto il ricongiungimento simbolico di un giovane Caduto alla propria comunità d’origine, ma anche un’occasione per rinnovare la memoria di tutti coloro che, dopo l’8 settembre 1943, pagarono con la vita la scelta di non aderire al nazifascismo.





