Eventi - 22 ottobre 2026, 10:01

Un viaggio nel Novecento attraverso l’occhio fotografico di Riboud e Capa

Aperta, al Filatoio di Caraglio, la più prima e la più grande retrospettiva che omaggia Marc Riboud. Oggi in Castiglia a Saluzzo, il taglio del nastro della retrospettiva dedicata a Robert Capa. Le due mostre in parallelo a cura della Fondazione Artea sono aperte fino al 29 marzo

Marc Riboud al Filatoio di Caraglio

Marc Riboud al Filatoio di Caraglio

Si aprono in sequenza i due grandi appuntamenti ( ieri al Filatoio di Caraglio, oggi alla Castiglia di Saluzzo) del progetto espositivo "Sguardi sul Novecento" della Fondazione Artea che omaggia Marc Riboud e Robert Capa pilastri della fotografia internazionale che restituiscono l’ immagine visiva del secolo scorso, con scatti di testimonianza leggendari, nella memoria di tutti. 

Per oltre cinque mesi fino al 29 marzo 2027 e da non perdere anche attraverso un programma di eventi collaterali, racconteranno la carriera di due tra i maggiori esponenti del fotogiornalismo del XX secolo, appartenenti all’agenzia Magnum Photos.

Il Filatoio di Caraglio, l’antico setificio seicentesco e oggi polo culturale e sede del Museo del Setificio Piemontese, ospita da ieri la prima e la più grande retrospettiva in Italia, dopo la sua scomparsa, dedicata a Marc Riboud (1923–2016) e alla sua opera. Si intitola «Verso il mondo»  ed è curata da Gabriel e Chantal Bauret in collaborazione con Lorène Durret, direttrice dell’Associazione Les amis de Marc Riboud, sotto la supervisione di Catherine Riboud Chaine, moglie del fotografo, realizzata da Fondazione Artea in collaborazione con il Musée Guimet di Parigi, con la partecipazione dell’associazione Les amis de Marc Riboud, e con il patrocinio del Consolato Generale di Francia a Milano.

Sono 180 fotografie e documenti, tutti provenienti dalle collezioni del museo parigino, che ripercorrono attraverso u percorso cronologico e geografico (dall’Europa al Medio Oriente, all’Asia, al Pakistan, India, Bangladesh, Nepal, per poi tornare più volte in Cina) le principali tappe della carriera del fotografo, dai primi reportage degli anni Cinquanta fino agli ultimi viaggi, alle soglie del XXI secolo.

Tra gli scatti anche i due più iconici e conosciuti, come Il pittore della Tour Eiffel e La ragazza con il fiore. informazioni: fondazioneartea.org . Orari: giovedì e venerdì, 15-19; sabato, domenica e festivi, 10-19. Intero: 13 euro (esclusi i diritti di prevendita) ridotto: 10 euro. 

 In parallelo alla Castiglia di Saluzzo, con taglio del nastro ( oggi alle 18)  apre al pubblico la mostra Robert Capa «Dentro la storia» ( oltre 100 scatti)  curata dalla storica della fotografia Monica Poggi che, attraverso gli scatti più famosi del maestro ungherese naturalizzato americano, evidenzia un modo diverso di attraversare e raccontare il XX secolo non abbandonando mai la macchina fotografica, seguendo l’idea del suo celebre concetto professionale  "se le tue foto non sono buone,  è perchè non sei abbastanza vicino".

Il legame tra i due fotografi è anche biografico e in continuità cronologica: fu Robert Capa, conosciuto da Marc Riboud nei primi anni Cinquanta, a incoraggiarne il percorso professionale e a sostenerne i primi passi nel mondo della fotografia internazionale, negli anni '50. 

Le due mostre restituiscono così prospettive differenti ma complementari sul Novecento, tra la prossimità di Capa agli eventi nel loro succedere, in trincea fino al suo ultimo reportage  in Indocina, dove perse la vita nel 1954 mettendo incidentalmente il piede su una mina antiuomo e lo sguardo paziente, geometrico, dettagliante di Riboud sulle persone e sulle trasformazioni della società.

VB

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