In merito alla manifestazione di sabato 24 ottobre a Cuneo organizzata da Futuro Nazionale, che collega l’aumento del prezzo dei carburanti al sostegno all’Ucraina, Azione e ORA! ritengono doveroso fare chiarezza con dati reali, senza lasciarsi ingannare da ricostruzioni superficiali o dettate da una propaganda di comodo. L’obiettivo è offrire ai cittadini un’analisi corretta e onesta della situazione che tutti stiamo vivendo.
Associare il prezzo di gasolio e benzina agli aiuti all’Ucraina significa offrire una lettura del tutto distorta della realtà, pensata soltanto per soffiare sul fuoco del disagio sociale di famiglie, autotrasportatori e imprese. Viene da chiedersi se questo nuovo partito populista non abbia semplicemente confuso il 24 febbraio 2022 (inizio dell’invasione russa dell’Ucraina) con il 28 febbraio 2026 (inizio dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran). La spiegazione dei rincari sta nei numeri e nei fatti: a gennaio 2026 il prezzo medio del gasolio in Italia era di 1,660 €/l; a marzo è salito a 1,936 €/l, fino a raggiungere 2,253 €/l a ottobre (medie mensili, dati MASE; ottobre provvisorio). L’escalation militare in Iran e l’instabilità del Medio Oriente incidono direttamente sulle quotazioni del greggio e, di conseguenza, sul prezzo dei carburanti. Gli attacchi alle rotte commerciali e il rischio di blocchi nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il petrolio mondiale, alimentano poi tensioni e speculazione sul prezzo del barile. A ottobre, infine, si è aggiunta la fine del taglio temporaneo delle accise deciso dal Governo.
“Alle famiglie e alle imprese non servono slogan falsi, ma soluzioni concrete”, dichiara Giacomo Prandi, segretario provinciale di Azione Cuneo. “Sui carburanti proponiamo un taglio strutturale delle accise, compensato da un riequilibrio delle imposte su tabacco, superalcolici e gioco d’azzardo, da portare in linea con la media europea. È l’opposto delle proroghe temporanee scelti dal Governo, che costano molto e non risolvono nulla nel lungo periodo.”
“Gli aiuti all’Ucraina e la difesa della sua sovranità non hanno nulla a che vedere con l’attuale impennata del prezzo del petrolio sui mercati globali”, dichiara Jacopo Marchisio, referente di ORA! per la provincia di Cuneo. “Usare il caro carburanti per mettere in discussione il sostegno a un Paese aggredito è soltanto propaganda a buon mercato, che non risolve alcun problema reale.”
“Come Azione e ORA! ribadiamo la necessità di interventi seri e strutturali e di riforme che riportino l’Italia a crescere dopo trent’anni di stagnazione», concludono Prandi e Marchisio. «Chiediamo a tutte le forze politiche di rispettare l’intelligenza dei cittadini, fondando il dibattito pubblico sui fatti e smettendola di spacciare la disinformazione per politica.”





