Attualità - 27 ottobre 2026, 18:23

Donna di Langa: grande partecipazione all'inaugurazione del rinnovato belvedere di Trezzo Tinella

Un luogo simbolo delle Langhe torna a vivere, rinnovato negli spazi e arricchito da nuovi racconti dedicati alle donne, alla Resistenza e alla natura

Donna di Langa: grande partecipazione all'inaugurazione del rinnovato belvedere di Trezzo Tinella

Una splendida giornata autunnale, con un cielo limpido e uno sguardo capace di attraversare le colline fino all'arco alpino, ha accompagnato sabato 24 ottobre l'inaugurazione del rinnovato Punto Panoramico “Donna di Langa” di Trezzo Tinella.

Una mattinata di grande partecipazione tra cittadini, numerosi sindaci del territorio, amministratori, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e operatori locali, riuniti per celebrare la restituzione alla comunità di uno dei luoghi più conosciuti e frequentati delle Langhe.

Un luogo di passaggio e di sosta, dove da generazioni ci si ferma per ammirare il paesaggio, condividere un momento in compagnia, scattare una fotografia o partire alla cerca del tartufo nei boschi circostanti. Un luogo legato anche ai ricordi personali di tante persone: una breve sosta durante un viaggio, un incontro, un bacio, una passeggiata, un momento trascorso insieme.

Proprio questi ricordi, emersi durante gli interventi della mattinata, hanno contribuito a restituire il valore più profondo della Donna di Langa: non soltanto un belvedere, ma uno spazio di relazione e di memoria collettiva, una soglia tra la Bassa e l’Alta Langa.

Un luogo che attraversa la storia delle Langhe

Ad aprire gli interventi, condotti e moderati da Fabio Gallina, è stato il sindaco di Trezzo Tinella Alberto Cerrino, che ha ripercorso la storia dell'area panoramica, dalle sue origini negli anni Ottanta alla riqualificazione del 2008, ricordando la presenza della scultura “Donna di Langa” dell'artista Marco Gallo, divenuta nel tempo un riferimento identitario per la comunità e per il territorio.

Il sindaco ha quindi illustrato il percorso che ha condotto all'ultimo intervento di riqualificazione, sottolineando l'impegno dell'Amministrazione comunale e il contributo fondamentale dei dipendenti del Comune di Trezzo Tinella, che hanno partecipato concretamente alla realizzazione dei lavori.

Un risultato reso possibile grazie al sostegno della Regione Piemonte, attraverso i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), e della Fondazione CRC, nell'ambito del Bando Generale.

L'intervento ha interessato il ridisegno architettonico e paesaggistico dell'area, i n, il rifacimento delle recinzioni in legno, la sistemazione delle superfici, l'ampliamento delle aree verdi e la piantumazione di nuovi alberi. Sono state inoltre rimosse alcune porzioni di asfalto, restituendo spazio al verde, ed è stato adeguato l'impianto di illuminazione con soluzioni più efficienti.

Un progetto che restituisce qualità e accoglienza a uno spazio pubblico, valorizzando al tempo stesso la sua storia e il suo rapporto con il paesaggio.

Donne, radici e memoria: un nuovo racconto per la Donna di Langa

A seguire, Davide Vero, presidente di Turismo in Langa, ha presentato il percorso di valorizzazione culturale e narrativa sviluppato dall'associazione, coinvolta nel coordinamento delle attività e nell'ideazione dei contenuti che accompagnano la riqualificazione.

Partendo dalla necessità di tornare a osservare i luoghi per conoscerli davvero, Vero ha evidenziato come l'intervento rappresenti un'occasione per guardare con occhi nuovi uno spazio familiare a molti abitanti delle Langhe. Un luogo che deve la propria bellezza soprattutto al paesaggio che lo circonda, in una posizione di transizione tra i vigneti, i noccioleti e le cascine della Bassa Langa e i boschi dell'Alta Langa.

Accanto al recupero fisico dell'area, il progetto ha voluto infatti costruire un nuovo racconto, articolato attorno a due grandi temi: le donne di Langa e il rapporto tra uomo e natura, attraverso l'ecosistema del tartufo.

Il primo percorso, intitolato “Donne ben piantate a terra”, prende avvio dalla scultura di Marco Gallo e restituisce voce a due figure femminili particolarmente significative.

Ghitin del Paviglione, nata a Trezzo Tinella nel 1896, rappresenta le generazioni di donne contadine che, attraverso il lavoro nei campi, la cura delle famiglie e una straordinaria capacità di affrontare le difficoltà, hanno contribuito a costruire il paesaggio e la società delle Langhe. Madre di sette figli, Ghitin dovette sostenere gran parte delle responsabilità familiari dopo il ritorno del marito, gravemente provato dalla Prima guerra mondiale.

Margherita Mo, detta Meghi, nata a Lequio Berria nel 1923, racconta invece il coraggio e il protagonismo femminile nella Resistenza. Giovanissima staffetta partigiana, attraversò le colline delle Langhe trasportando messaggi e accompagnando ufficiali alleati, contribuendo alla lotta per la Liberazione. Dopo la guerra dedicò parte della propria vita a trasmettere la memoria della Resistenza alle nuove generazioni.

Due storie differenti, accomunate dal coraggio, dalla determinazione e dal legame profondo con la propria terra. Un particolare ringraziamento è stato rivolto all'Associazione Centro Studi di Letteratura, Storia, Arte e Cultura Beppe Fenoglio, che ha collaborato alla ricerca storica e alla realizzazione dei contenuti dei nuovi pannelli, mettendo in luce il ruolo delle donne partigiane, protagoniste attive della lotta per la libertà e del proprio percorso di emancipazione.

Il tartufo e il bosco: conoscere per prendersi cura del territorio

Il secondo percorso narrativo è dedicato alla natura e all'ecosistema del tartufo, elemento profondamente legato all'identità, alla cultura e all'economia delle Langhe.

Il presidente di Turismo in Langa ha illustrato la scelta di accompagnare i nuovi pannelli divulgativi con la messa a dimora di due piante tartufigene micorrizate, una roverella e un carpino nero, per rendere visibile il rapporto tra il suolo, gli alberi, le radici e i funghi.

Su questi temi è intervenuto Antonio Degiacomi, del Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba, che ha approfondito il ruolo del tartufo all'interno dell'ecosistema boschivo, soffermandosi sulle relazioni di simbiosi e sugli scambi che avvengono tra il fungo e le piante, contribuendo al funzionamento e all'equilibrio dell'ambiente naturale.

Degiacomi ha richiamato inoltre l'attenzione sulle trasformazioni in corso, legate in particolare ai cambiamenti climatici, e sulla necessità di salvaguardare la biodiversità e di prendersi cura del territorio, riconoscendo il valore di equilibri naturali tanto complessi quanto delicati.

Un messaggio che si lega direttamente alle scelte del progetto: non soltanto raccontare il tartufo come eccellenza gastronomica, ma promuovere una maggiore conoscenza dell'ambiente da cui nasce e delle condizioni necessarie alla sua conservazione.

Grazie alla collaborazione con il Centro Nazionale Studi Tartufo, il belvedere diventa così anche un piccolo spazio didattico all'aperto, capace di avvicinare cittadini, famiglie e visitatori alla conoscenza del bosco e delle sue relazioni ecologiche.

Investire nei luoghi significa investire nelle comunità

La mattinata è proseguita con gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni e degli enti territoriali presenti.

Davide Falletto, presidente dell'Unione Montana Alta Langa, ha richiamato i numerosi interventi di riqualificazione e valorizzazione realizzati negli ultimi mesi nei comuni del territorio, tra cui quello della Donna di Langa, sottolineando l'importanza di investire in spazi pubblici, servizi e infrastrutture capaci di migliorare la qualità della vita di chi abita le colline.

Un impegno che va nella direzione di rafforzare le comunità locali, favorire occasioni di incontro e socialità e mantenere vivi i piccoli centri, riconoscendo il valore dei luoghi condivisi.

Sono quindi intervenuti Massimo Gula, in rappresentanza del GAL Langhe Roero, e Massimo Antoniotti, in rappresentanza della Provincia di Cuneo, che si sono uniti ai ringraziamenti e alle riflessioni sull'importanza della collaborazione tra istituzioni e realtà locali nella valorizzazione del patrimonio territoriale.

A concludere gli interventi istituzionali sono stati Francesco Cappello, vicepresidente della Fondazione CRC, e Daniele Sobrero, consigliere della Regione Piemonte, in rappresentanza dei due enti che hanno sostenuto economicamente l'iniziativa.

Entrambi hanno evidenziato il ruolo delle rispettive istituzioni nel supportare progetti di riqualificazione e sviluppo locale, sottolineando l'importanza della vicinanza agli enti del territorio, dell'ascolto delle esigenze delle comunità e della capacità di accompagnare interventi che producano benefici concreti e duraturi.

La partecipazione di numerosi sindaci e amministratori dell'area ha confermato il valore di una progettualità che, pur intervenendo su un luogo specifico, si inserisce in una visione più ampia di cura e valorizzazione delle Langhe.

Una soglia tra Bassa e Alta Langa, un luogo che torna a vivere

A fare da cornice all'inaugurazione è stato uno straordinario panorama autunnale: il cielo terso, le colline, i vigneti e i boschi con i loro colori stagionali, fino al profilo delle Alpi all'orizzonte.

Un paesaggio che ha accompagnato i racconti, i ricordi e gli interventi, ricordando a tutti come la bellezza della Donna di Langa risieda soprattutto nella relazione con ciò che la circonda.

Un luogo di soglia tra Bassa e Alta Langa, che unisce territori e paesaggi differenti, ma anche un luogo di incontro tra generazioni, tra residenti e turisti, tra memoria e nuove possibilità di fruizione.

La partecipazione della cittadinanza ha restituito il senso più autentico dell'intervento: la riqualificazione di uno spazio che appartiene alla memoria collettiva e che oggi torna a essere pienamente vissuto.

Il progetto, promosso dal Comune di Trezzo Tinella e sviluppato con la collaborazione di Turismo in Langa, intende rafforzare anche le connessioni con gli itinerari culturali e naturalistici del territorio, dalla Strada Romantica delle Langhe e del Roero alla Langa del Sole, promuovendo occasioni di visita, turismo lento e conoscenza del paesaggio.

L'obiettivo è che il nuovo belvedere continui a essere non soltanto un punto in cui fermarsi per ammirare il panorama, ma un luogo capace di invitare alla scoperta delle Langhe, delle storie e delle comunità che le abitano. Un luogo da cui ripartire, portando con sé non soltanto una bella fotografia, ma anche una storia, un ricordo e una maggiore consapevolezza del valore di questo territorio.

C. S.

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