Cronaca - 27 ottobre 2026, 17:31

Accoltellamento in piazza Boves, il Tribunale ridimensiona le accuse. In aula la deposizione della consigliera regionale Giulia Marro

Il pubblico ministero aveva invocato 9 anni di carcere in quanto la vittima aveva subito trauma gravi in volto tanto da integrare la fattispecie del reato di "sfregio": il collegio ha sposato la tesi difensiva e inquadrato i fatti in lesioni aggravate, condannando l'imputato a 2 anni e 10 mesi di reclusione

Accoltellamento in piazza Boves, il Tribunale ridimensiona le accuse. In aula la deposizione della consigliera regionale Giulia Marro

Si è concluso oggi davanti al Tribunale di Cuneo – collegio presieduto dal giudice Pio, con a latere i giudici Coggiola e Cota – il processo a carico di un uomo accusato della violenta aggressione avvenuta in piazza Boves nelle prime ore dell'11 maggio 2023.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'imputato, D.C., originario della Nuova Guinea, si trovava in piazza Boves a tarda notte quando si è imbattuto casualmente nella vittima,  un uomo di origini somale. Nonostante fosse sottoposto al divieto di avvicinamento a quest'ultimo – misura scaturita da un precedente procedimento per lesioni gravi – l'uomo, anziché allontanarsi, avrebbe deciso di affrontarlo.

Ne è nata un'aggressione a tappe: prima una fitta sassaiola, poi i colpi a pugni e infine l'attacco con un coltello a serramanico, sferrato ripetutamente al capo della vittima. Il bilancio per il ferito è stato pesante: frattura esposta delle ossa malari, ossia gli zigomi, frattura della parete inferiore dell'orbita, lesioni alle ossa nasali e un grave trauma facciale, con una prognosi iniziale di almeno trenta giorni. Così come ricostruito dai Carabinieri, delegati all'indagine. 

Alla luce della gravità dei fatti, durante la requisitoria il pubblico ministero, Pier Attilio Stea, aveva chiesto la condanna dell'imputato per tutti i reati contestati – tra cui l'inottemperanza alla misura cautelare e la deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, ossia lo "sfregio",  aggravati dall'uso dell'arma e dalla minorata difesa della vittima dovuta all'orario notturno – proponendo una pena finale di 9 anni di reclusione e la successiva espulsione dallo Stato.

I giudici hanno tuttavia accolto parzialmente le tesi dell'avvocato difensore, Veronica Cielo del Foro di Torino, ridimensionando l'impostazione accusatoria: la contestazione principale è stata infatti derubricata in lesioni aggravate dalla minorata difesa e dal ricorso all'arma da taglio.

All'esito della camera di consiglio, il Tribunale ha condannato l'imputato alla pena di 2 anni e 10 mesi di reclusione. Per l'uomo è stata inoltre disposta la misura di sicurezza dell'espulsione dal territorio statale, che verrà eseguita una volta espiata la pena detentiva.

Prima della chiusura dell'istruttoria dibattimentale è salita sul banco dei testimoni Giulia Marro, attuale consigliera regionale e all'epoca membro del Comitato di Quartiere Cuneo Centro, che proprio quella sera è stata aggredita dalla vittima dell'odierno dibattimento.

La consigliera regionale ha infatti ricostruito in aula quegli attimi di terrori vissuti in prima persona: " Questa è stata l'unica volta in vita mia in cui mi hanno puntato coltello addosso, eravamo vicino al pub in piazza Boves e si è avvicinato questo ragazzo somalo, aveva forse problemi sia di alcolismo che psichiatrici; stavo parlando con l'imputato, che conoscevo da tempo, e da lontano ho visto questo ragazzo somalo che si avvicinava e avevo paura. Ha estratto un coltello, uno da cucina con il manico arancione o rosso, sono andata nel panico, me l'ha puntato al viso, mi sono alzata per andarmene; sapevo che i due avevano avuto problemi tra di loro , sono entrata dentro al pub e ho avvisato il proprietario e ho perso di vista la scena e cosa sia successo fra i due. Sapevo che questo ragazzo era violento, alcolizzato, aveva spaccato una vetrina, ha preso una volta una bottiglia dall'immondizia e l'ha rotta, era violento (…)".

Angela Panzera

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