Sanità - 28 ottobre 2026, 09:54

Insufficienza valvolare risolta con la “clip” all'ospedale "Santa Croce e Carle" di Cuneo

Evitato il ricorso alla chirurgia tradizionale, meno mortalità e successivi ricoveri

Nei giorni scorsi, presso la sala ibrida dell’ospedale "S. Croce e Carle" di Cuneo, sono stati effettuati i primi due interventi di riparazione percutanea della valvola tricuspide. “Tale procedura - spiega Roberta Rossini, direttrice della struttura complessa di Cardiologia - è innovativa e consente di correggere il malfunzionamento di una valvola cardiaca senza il ricorso alla chirurgia tradizionale. Si tratta, infatti, di una tecnica in cui, attraverso il passaggio dalla vena femorale, si posizionano una o più clip sui lembi valvolari. Questo consente di ridurre in modo significativo l’insufficienza valvolare e di ripristinare il corretto funzionamento della valvola”.

Recenti studi hanno dimostrato che questo intervento è in grado di ridurre, in modo significativo, la mortalità e la necessità di nuovi ricoveri per scompenso cardiaco. Lo sottolinea Luigi Biasco, cardiologo interventista presso la Cardiologia dell’ Ospedale S. Croce. E aggiunge: “L’implementazione di questa procedura completa l’offerta già ricca che la nostra Azienda garantisce a tutti i nostri pazienti”.

Presso il Dipartimento Emergenza Urgenza e Aree Critiche, diretta da Giuseppe Lauria, ogni anno vengono eseguite oltre 120 procedure percutanee sulla valvola aortica (Tavi), oltre al trattamento della valvola mitralica. “La procedura sulla valvola tricuspide viene eseguita con il supporto dell’anestesista - spiega Domenico Vitale, direttore della struttura complessa di Rianimazione - che addormenta il paziente e supervisiona l’andamento durante l’intervento”.

I cardiologi interventisti sono supportati dai cardiologi ecocardiografisti che, attraverso l’utilizzo di un’ecografia transesofagea, permettono di guidare le mani degli operatori, i quali si affidano esclusivamente alle immagini ecografiche e radiologiche per posizionare correttamente le clip.

L’intervento dura circa 1-2 ore, al termine il paziente viene svegliato e trasferito in reparto. Può mobilizzarsi nelle ore successive, non avendo alcuna ferita, se non l’esito di una puntura venosa a livello inguinale.

I due pazienti trattati lo scorso 22 ottobre sono già stati dimessi da alcuni giorni. “Siamo molto soddisfatti di questo nuovo traguardo raggiunto - dichiara la dottoressa Rossini - che ci ripaga di tutti gli sforzi fatti per raggiungere l’obiettivo. Lo sviluppo di tecnologie innovative è sempre un grande lavoro di squadra, che vede coinvolti i vertici dell’Azienda, la Farmacia, gli uffici preposti alla logistica e tutti gli operatori sanitari interessati”.

“Sono interventi che si aggiungono a tutti quelli che vengono abitualmente discussi collegialmente - aggiunge Maurizio Roberto, direttore della Struttura complessa di Cardiochirurgia - col coinvolgimento attivo di cardiologi, cardiochirurghi e cardioanestesisti. I pazienti sono sempre presi in carico da un team multidisciplinare di esperti, che, attraverso valutazioni congiunte, stabilisce quale sia il trattamento ideale per ogni paziente”.

Aggiunge il direttore generale dell’Azienda Franco Ripa: “La quotidiana collaborazione tra gli specialisti della nostra Azienda, coniugando professionalità e tecnologia, consente di alzare l’asticella della qualità delle prestazioni fino all’eccellenza. Nel caso specifico è corretto sottolineare il miglioramento della qualità di vita del paziente, con una significativa riduzione di ricoveri post intervento e quindi anche dei costi a carico del sistema sanitario”.

Comunicato stampa

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