Una frase che si interrompe a metà. Una mano che non risponde più. Un sorriso che improvvisamente si piega da un lato. L'ictus arriva senza bussare. In pochi istanti può cambiare la vita di una persona e di tutta la sua famiglia.
Ma c'è un'altra storia, spesso meno raccontata: quella che comincia dopo l'ospedale, quando bisogna imparare a convivere con ciò che è cambiato, con un corpo che talvolta non riconosciamo più, con parole che non arrivano, con la fatica di ricostruire una quotidianità. Senza rinunciare a vivere. Oggi, 29 ottobre, è la Giornata mondiale contro l'ictus cerebrale, una ricorrenza che richiama l'attenzione su una patologia che rappresenta la principale causa di disabilità nell'adulto in Italia e una delle maggiori cause di morte.
Nel mondo una persona su quattro rischia di esserne colpita nel corso della vita. Non riguarda soltanto gli anziani: può colpire anche persone giovani, interrompendo improvvisamente progetti, lavoro e affetti. All'origine c'è l'ostruzione o la rottura di un vaso sanguigno cerebrale. Riconoscere tempestivamente i sintomi e chiamare subito il 112 può fare la differenza tra la vita e la morte, tra il recupero e una disabilità permanente.
Prevenire significa anche conoscere e controllare i principali fattori di rischio, a cominciare da ipertensione, fibrillazione atriale, diabete, fumo e sedentarietà. Tra le conseguenze più dolorose c'è l'afasia, un disturbo che può compromettere la capacità di parlare e comprendere il linguaggio. Le parole scompaiono o diventano difficili da raggiungere. Ma non scompaiono i pensieri, le emozioni, il bisogno di comunicare e di sentirsi parte del mondo.
È proprio da qui che prende forma il lavoro di A.L.I.Ce. Cuneo ODV, impegnata da oltre vent'anni nella prevenzione, nel sostegno alle persone colpite da ictus e nell'accompagnamento delle famiglie. Musicoterapia, Coro degli Afasici "Enrico Catelli", attività occupazionali e corporee, ascolto psicologico, sostegno ai caregiver e accompagnamento: percorsi che affiancano le cure sanitarie e aiutano a ricostruire autonomie, fiducia e relazioni.
Nel coro, in particolare, la musica diventa un linguaggio condiviso: un luogo nel quale non conta soltanto ritrovare una parola, ma sapere che qualcuno è disposto ad aspettarla. «La dimissione dall'ospedale non coincide con il ritorno alla normalità – osserva Orsola Bonino, vicepresidente di A.L.I.Ce. Cuneo ODV e Garante delle persone con disabilità ad Alba –. È proprio allora che molte persone e famiglie rischiano di sentirsi sole. Noi proviamo a esserci, a costruire occasioni di incontro, a dare continuità alla cura. Perché non basta sopravvivere all'ictus: bisogna poter tornare a vivere, conservando dignità, relazioni e un posto nella comunità. E questo vale anche per i familiari, che spesso affrontano in silenzio un carico assistenziale ed emotivo enorme. La cura non può fermarsi alla malattia: deve continuare nella vita delle persone».
Un impegno che trova forza anche nella fiducia di chi sceglie di sostenerlo. Fondazione Intesa Sanpaolo ente filantropico ha sostenuto il progetto "Terapia ed Empatia per l'Ictus", rendendo possibile il rafforzamento delle azioni, essenziali per garantire la partecipazione delle persone più fragili. In continuità con questa esperienza si inserisce "Voci che ritrovano casa. Percorsi di cura, parola e comunità dopo l'ictus", sostenuto da Fondazione Museke, con una particolare attenzione alle famiglie, alle donne caregiver e a chi incontra maggiori ostacoli nell'accesso alle opportunità di cura e inclusione.
Due sostegni preziosi, per i quali A.L.I.Ce. Cuneo esprime gratitudine e che permettono di trasformare la solidarietà in occasioni concrete di incontro, partecipazione e futuro. Perché dietro ogni ictus c'è una persona, non soltanto una diagnosi. E dietro ogni persona c'è una storia che merita di continuare. Anche quando le parole faticano a tornare.
Anche quando occorre imparare a raccontarla in un modo diverso. Ritrovare le parole può essere un traguardo. Continuare a essere ascoltati deve essere un diritto. Per conoscere le attività di A.L.I.Ce. Cuneo ODV, partecipare o richiedere informazioni: www.alicecuneo.it, e-mail info@alicecuneo.it, Instagram www.instagram.com/alicecuneoodv. Per informazioni, telefono o WhatsApp: 349 198 1737 oppure 333 809 1195. Per sostenere l'associazione e cont





