Attualità - 29 ottobre 2026, 18:03

Ex Ilva, la Cassazione conferma lo stop a Taranto. Cirio: "Garantire la produzione a Novi e Racconigi"

Il presidente del Piemonte chiede di assicurare l'approvvigionamento di materiali anche da fonti esterne allo stabilimento pugliese, per tutelare la continuità produttiva e l'occupazione. La decisione delle Sezioni Unite civili conferma la sospensione dell'area a caldo

Ex Ilva, la Cassazione conferma lo stop a Taranto. Cirio: "Garantire la produzione a Novi e Racconigi"

La decisione della Cassazione sullo stabilimento ex Ilva di Taranto riaccende l'attenzione sul futuro degli impianti del gruppo nel Nord Italia, compreso quello di Racconigi, in provincia di Cuneo. Le Sezioni Unite civili hanno rigettato i ricorsi presentati da Ilva e Acciaierie d'Italia contro il decreto della Corte d'Appello di Milano che aveva disposto la sospensione dell'attività dell'area a caldo dello stabilimento pugliese.

Una pronuncia che pone nuovamente al centro la necessità di garantire la continuità produttiva degli altri siti del gruppo. Su questo fronte interviene il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, insieme al collega ligure Marco Bucci, chiedendo che si proceda rapidamente con soluzioni in grado di assicurare il rifornimento di materiali agli stabilimenti di Novi Ligure, in provincia di Alessandria, e di Racconigi, oltre a quello di Genova Cornigliano.

"Prendiamo atto della decisione della Corte di Cassazione sull'area a caldo di Taranto, senza entrare nel merito della sentenza. Adesso è indispensabile dare seguito alle soluzioni già prospettate per garantire la continuità produttiva degli stabilimenti di Genova Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi", dichiarano i due presidenti.

La richiesta riguarda in particolare l'avvio dei processi di approvvigionamento dei materiali per gli stabilimenti di Piemonte e Liguria anche da fonti esterne a Taranto, superando gli eventuali vincoli di esclusività che, secondo i governatori, ne compromettono l'operatività.

"La priorità è assicurare che questi stabilimenti continuino a produrre, salvaguardando occupazione, competenze industriali e prospettive produttive dei territori", sottolineano Cirio e Bucci, che chiedono ai commissari di procedere con determinazione e tempi certi, in collaborazione con il Governo.

La pronuncia della Cassazione si fonda sulla valutazione dei rischi connessi alla prosecuzione dell'attività nell'area a caldo di Taranto. Nella sentenza, i giudici ritengono che l'accertamento dei «pericoli gravi e rilevanti» che giustificano la sospensione sia adeguatamente sostenuto dagli elementi raccolti nel procedimento e rispetti il principio di precauzione, senza violare quello di proporzionalità.

Le Sezioni Unite richiamano inoltre la durata della vicenda e la necessità di garantire un'effettiva tutela ambientale e sanitaria, confermando così il provvedimento impugnato dalla società Ilva e da Acciaierie d'Italia.

Redazione

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