Ogni forza politica si dichiara non pregiudizialmente contraria alla lista unitaria per le elezioni provinciali del 29 novembre (che farebbe comodo a tutti o quasi), ma ognuno cerca di strappare ciò che più conviene alla propria parte, aspetto che rende problematica la chiusura di un’intesa.
Nel frattempo, considerato che il tempo stringe, c’è chi sta ultimando la propria formazione nel caso in cui l’accordo non si realizzasse.
Il Patto Civico è quasi pronto con la sua lista ed è già partito con la raccolta firme, specie per quanto riguarda la candidatura alla presidenza di Luca Robaldo.
La situazione più complessa si registra in Fratelli d’Italia dove, dopo un paio di pronunciamenti degli organi di partito contrari ad una lista che li veda insieme a Pd e centrosinistra, le posizioni restano diversificate.
Da Roma il ministro Guido Crosetto e da Torino il segretario regionale Fabrizio Comba avevano nelle scorse settimane espresso il loro no, posizione che viene ora ribadita dal presidente provinciale William Casoni.

Tuttavia, un paio di burrascose riunioni del direttivo provinciale hanno riaperto la questione perché l’assessore regionale Paolo Bongioanni è tornato a perorare la causa.
“Stiamo attendendo indicazioni dagli organi superiori del partito anche se mi pare difficile – spiega Casoni - che da Roma arrivi il via libera ad un listone che ci veda insieme al Pd”.
Nello specifico, oltre al parere di Crosetto (già espresso), FdI si rimette alle decisioni di Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione del partito.
Lo schema dell’ipotetico listone prevede 5 posti al centrodestra, così ripartiti: 3 a Forza Italia, uno ciascuno a Lega e FdI.
Dai Fratelli, in considerazione del fatto che sono il primo partito del centrodestra, la richiesta posta sul tavolo è di avere due posti, uno in più rispetto alla situazione attuale.
A cederlo dovrebbe essere il Patto Civico che scenderebbe da 4 a 3 consiglieri potendo questo contare già sul presidente.
Nel caso, Rocco Pulitanò (uscente) sarebbe affiancato dalla consigliera comunale cuneese Noemi Mallone, che concorrerebbe così alla soluzione del nodo quote rose.
Il Patto, tuttavia, punta i piedi, considerandosi la formazione meglio attrezzata per la competizione elettorale e non arretra rispetto ai 4 seggi, lasciando intendere che, con la propria lista, di seggi potrebbe conquistarne anche 5.
Da Pd e centrosinistra, che pure avevano perorato la causa, visto che nessuno li ha finora convocati al tavolo, arriva un messaggio che lascia pochi margini di ottimismo.

Spiega il segretario provinciale Pd e consigliere de La Nostra Provincia Davide Sannazzaro: “Ci fa piacere che si parli di noi, ma avremmo preferito si parlasse con noi. Il 16 ottobre – ricorda Sannazzaro - avevamo chiarito la nostra posizione: siamo disponibili a ragionare su una lista unica istituzionale, ma solo all’interno di un percorso serio, collegiale e fondato su obiettivi condivisi, un programma concreto e una rappresentanza politica adeguata. Nel frattempo – fa sapere - abbiamo avviato il lavoro per una nostra lista.
Senza che nessuno ci abbia contattati per un confronto e senza conoscere condizioni, obiettivi e contenuti di un eventuale progetto comune, si dà per scontato che il Partito Democratico sia pronto ad aderire a una lista unica. La nostra disponibilità al dialogo non è un’adesione in bianco.
Non basta lo slogan “Provincia casa dei Comuni”, con cui Robaldo sta raccogliendo le firme a sostegno della sua candidatura, per costruire l’unità.
A noi interessa un vero percorso unitario che renda la Provincia quella “Casa dei Comuni” di cui tutti gli enti locali hanno bisogno, invece di farne un campo di battaglia tra partiti e, più ancora, il palcoscenico di ambizioni personali.
Ormai siamo agli sgoccioli e non c’è traccia – evidenzia - di un percorso politico e amministrativo che renda credibile questa impostazione. L’unità non è una formula pubblicitaria: è un metodo, fatto di ascolto, confronto, disponibilità a condividere le scelte e rispetto delle diverse posizioni”.
E poi l’affondo che sembra fugare ogni dubbio: “Stiamo lavorando a una lista che sappia tenere insieme Comuni grandi e piccoli, valli, colline e pianura, donne e uomini, sensibilità politiche e culturali differenti. Una lista che si proponga di costruire una Provincia attenta alle esigenze di tutti gli enti locali, capace di rappresentarli e di dare risposte concrete ai territori”.
In ogni caso, risulta che proseguano le interlocuzioni tra Alberto Cirio (Forza Italia) e Guido Crosetto (Fratelli d’Italia), ma se la loro capacità di persuasione potrebbe ancora provare a fare breccia nel Patto, difficilmente riuscirà a convincere la sinistra che, a tavolino, partirebbe comunque già penalizzata di un seggio.





