Martedì 27 ottobre si è svolto presso Palazzo Matis il terzo e ultimo focus group del percorso di ascolto e progettazione partecipata promosso dal Comune di Bra per immaginare il futuro del Movicentro di Bra come polo culturale e aggregativo rivolto alle nuove generazioni.
Dopo gli incontri dedicati agli studenti delle scuole superiori e ai servizi educativi, sociali e sociosanitari del territorio, il nuovo appuntamento ha allargato il confronto alle istituzioni e alla comunità locale, raccogliendo riflessioni e proposte sulle esigenze dei giovani e sul ruolo che il Movicentro potrà assumere nella vita della città.
All'incontro hanno partecipato il sindaco, assessori e consiglieri comunali, amministratori dei Comuni limitrofi, rappresentanti del Museo civico di Palazzo Traversa, della Biblioteca civica “Giovanni Arpino”, dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dell'associazione Ogni Passo è un Passo.
La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla presentazione del percorso realizzato fino a oggi. Il gruppo di lavoro, composto da diversi uffici e servizi comunali, dall'associazione giovanile Switch on Future e dalle cooperative sociali Lunetica e Motiva, ha ripercorso le tappe del progetto Hangar Point 2025, il percorso di coprogrammazione avviato dal Comune e gli sviluppi di Hangar Plus 2026, con particolare attenzione ai temi dell'accessibilità e del digitale. Sono stati inoltre condivisi i principali contributi emersi dai precedenti incontri con i giovani e con i servizi del territorio. Il confronto si è poi concentrato su due domande: quali bisogni avvertono maggiormente i giovani oggi e quali cambiamenti concreti ci si aspetta dalla realizzazione di un nuovo spazio a loro dedicato?
Tra i temi emersi, particolare rilievo ha assunto la necessità di coinvolgere i giovani non soltanto come futuri utilizzatori del Movicentro, ma come protagonisti della sua costruzione. I partecipanti hanno sottolineato l'importanza di trovare modalità e linguaggi capaci di avvicinare le nuove generazioni, ascoltarne gli interessi e lasciare loro la possibilità di proporre, sperimentare e dare forma a iniziative proprie, evitando che lo spazio venga definito esclusivamente attraverso le aspettative degli adulti.
In questa prospettiva, il Movicentro è stato immaginato come un luogo aperto e informale, nel quale potersi incontrare, confrontare e trascorrere del tempo liberamente. Uno spazio sicuro e accogliente, capace di favorire la socialità e l'incontro tra persone di provenienze e culture differenti, ma anche di offrire occasioni per esprimersi attraverso l'arte, la creatività e nuove esperienze condivise.
Un'attenzione particolare è stata rivolta anche alla qualità degli ambienti. La bellezza, la funzionalità e la disponibilità di attrezzature adeguate sono state indicate come elementi importanti per rendere il Movicentro un luogo attrattivo, nel quale i giovani possano riconoscersi e desiderare di tornare. Accanto a questi aspetti, è emersa l'importanza di garantire opportunità accessibili, anche attraverso proposte gratuite e attività diversificate, capaci di intercettare interessi e bisogni differenti.
Il confronto ha inoltre richiamato il tema del benessere psicofisico dei giovani, evidenziando il valore di uno spazio che possa favorire relazioni positive, occasioni di ascolto e collegamenti con le risorse educative, culturali e sociosanitarie del territorio.
Non è mancata una riflessione sui risultati attesi dall'investimento pubblico. Come fare in modo che il Movicentro diventi un luogo effettivamente frequentato? Come raggiungere anche i giovani che abitualmente non partecipano alle iniziative organizzate? E come evitare che le proposte nascano soltanto dalle realtà già coinvolte, senza intercettare nuovi interessi e nuove persone? Domande che hanno attraversato il confronto e che contribuiranno a orientare le prossime scelte progettuali.
Il percorso restituisce un'indicazione comune: il futuro Movicentro non dovrà essere soltanto un contenitore di attività, ma un luogo capace di costruire relazioni, accogliere idee e offrire ai giovani opportunità concrete di partecipazione e iniziativa.
Le riflessioni e le proposte raccolte nei tre incontri costituiranno un patrimonio di indicazioni per le successive fasi di progettazione, con l'obiettivo di dare forma a uno spazio che possa essere riconosciuto e vissuto dai giovani come parte della propria città.





