Uno dei vincitori dei premi di Lucca Comics & Games viene dalla Granda. Paolo Simone Marro - in arte Pastaacolazione - è un artista e illustratore nato e residente a Cuneo, e con il suo "Dust Marrow" ha conquistato il Premio Self Area dedicato alle autoproduzioni.
Nello splendido chiostro della Biblioteca Civica Agorà di Lucca trovano spazio le realtà indipendenti del fumetto, e una giuria ogni anno sceglie un titolo da premiare.
Il vincitore può realizzare una propria mostra nell'anno successivo della fiera lucchese, la più grande d'Europa, mentre tutti i volumi candidati sono donati alla Biblioteca Agorà e alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, per promuovere i collettivi che le autoproducono.

Quest'anno la scelta dei giurati è ricaduta su quest'opera dell'artista cuneese, scelta per "la splendida rendita tecnica, le tematiche attuali in un mondo completamente diverso e l'impatto visivo che hanno colpito la maggioranza dei lettori".
Abbiamo intervistato l'autore, che ci ha raccontato com'è nato il mondo fantasy e disturbante della sua serie "Marrow", in parte prodotta dalla casa editrice Hollow Press e in parte inedita o autoprodotta.
Com'è nato Dust Marrow?
Ho realizzato questo mondo che si intreccia e si dipana in più libri, che generalmente rimangono autoconclusivi, e si chiama il mondo Marrow, che vuol dire midollo. Prima è uscito Black Marrow, uscito con Hollow Press nel 2024, uno nel 2025 e uno nel 2026 e nel frattempo sono andato avanti con le autoproduzioni. Dust Marrow è stata la prima opera autoprodotta con un respiro molto più ampio, con una vignettatura e una narrazione molto più ricche.
Che tipo di storia è?
Ci sono due protagoniste donne - una prostituta e una sacerdotessa, io che di solito ho un target young adult maschile - in mondo dark fantasy. Diversamente dal solito c'è un tratto un po' più intimista, è stata un'occasione per sviscerare meccaniche di violenza sessuale che spesso vengono ritratte quasi a livello macchiettistico all'interno del genere dal quale ho tratto. Ho dei limiti in quanto uomo ma ho provato a concentrarmi maggiormente su quegli aspetti per cercare di passare dei messaggi più consistenti.
Sei stato ispirato da qualcosa in particolare?
Sicuramente l'immaginario di Zdzisław Beksiński e di Giger: un pittore polacco e uno svizzero, che conosciamo tutti come l'ideatore dello xenomorfo di Alien. Nel tempo ho costruito mostri aberranti, robe viscide, lucide, latex, un po' malate ispirandomi chiaramente a questi maestri. Poi ci ho messo un po' di Kentarō Miura che è l'autore di Berserk. Ho intrecciato con decori, quasi Art Déco della linea belga, tipo Moebius, e altre ispirazioni come Miyazaki e Katsuya Terada.

Come sei arrivato a Lucca Comics e all'area self made?
Lucca Comics è decisamente uno dei palcoscenici più ambiti, più belli, più preziosi che possa proporre il nostro paese a livello di fumetto e cultura pop. Facendo fumetto e autoproduzione un palco come Lucca Comics è l'ideale e un appuntamento fisso dal quale vengo da moltissimi anni.
Che ne pensi del premio che hai ricevuto?
In concorso c'erano dei libri pazzeschi, che reputavo molto più alti a livello tecnico di quello che ho fatto io. Penso che il mio di buono abbia che è un libro molto narrativo con una narrazione molto forte, una storia che si sviluppa e lascia, spero, un segno profondo dei suoi personaggi.







