Il caso di Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour condannato per l'uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo al termine dell'assalto alla sua attività avvenuto nell'aprile 2021, torna a tenere banco, al centro delle parole pronunciate dal presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm), Giuseppe Tango.
Prendendo la parola durante il Salone della Giustizia tenuto nei giorni scorsi a Roma, il vertice del sindacato delle toghe ha difeso l'operato dei giudici che si sono pronunciati sulla vicenda, respingendo le ricostruzioni che invocavano la scriminante della legittima difesa e denunciando il clima di tensione creato attorno al collegio giudicante.
"Fin tanto che lo descrivo come qualcuno che per difendere se stesso e i propri familiari esplode colpi d'arma da fuoco, penso che tutti possiamo essere d'accordo, ma per questo esiste già la legittima difesa – ha dichiarato il presidente Giuseppe Tango –. Ma è ciò che è accaduto? No, i fatti dicono una cosa diversa e su quei fatti i giudici hanno deciso. I fatti dicono che una persona, a pericolo cessato, ha inseguito sulla pubblica strada e ha sparato colpi di pistola nei confronti di due persone e ha tentato di ucciderne una terza. Rispetto a questo fatto il giudice ha stabilito una pena assai mite".
Tango si è poi scagliato contro le reazioni del mondo politico e l'ondata di critiche rivolte alla magistratura all'indomani del verdetto: "A fronte di questo, il frutto della politica è stato attaccare i giudici per una sentenza che, a livello legislativo, è corretta. Non si vuole quella legge? Allora che si abbia il coraggio di cambiare la legge e di assumersi la responsabilità politica".
Dal presidente dell'Anm è arrivata infine una provocazione sul tema della giustizia fai-da-te e della tutela dell'operato dei magistrati: "Se si vuole una legge che dichiari l'impunità assoluta di chi, per un torto subito, si fa vendetta da sé, benissimo: i giudici, al netto delle frizioni costituzionali eventuali, la applicheranno. Purché però non si metta il bersaglio agli autori di quel provvedimento, che sono stati oggetto di un linciaggio mediatico".





