A una settimana dalla scadenza per la presentazione delle liste provinciali, ancora non è dato sapere se centrodestra, centrosinistra e cosiddetti civici si presenteranno insieme oppure separatamente. Per Paolo Giraudo e Beppe Lauria, promotori di una lista alternativa, la misura è colma.
«Siamo ben oltre il ridicolo», attacca Lauria. «Uno spettacolo indecente di trattative sotterranee, silenzi imbarazzanti e accordi che nessuno ha il coraggio di dichiarare. Che centrodestra e centrosinistra pensino di presentarsi insieme è già una vergogna politica. Ma che a sette giorni dalla scadenza non siano nemmeno capaci di chiarire le proprie intenzioni è ancora più grave. Se vogliono fare l'inciucio, almeno abbiano il coraggio di dirlo».
Secondo alcune indiscrezioni, la decisione dipenderebbe dal presidente della Regione Alberto Cirio.
«Non sappiamo se sia vero», prosegue Lauria, «ma se tutti stanno aspettando Cirio, speriamo decida rapidamente. Gli amministratori della Granda hanno almeno il diritto di conoscere le alternative. Possibile che debbano aspettare ordini dall'alto per decidere del proprio futuro?».
Per Giraudo, il problema è ancora più profondo. «Lista unica o liste separate, cambia poco: tutti hanno già annunciato il sostegno al presidente uscente. La nostra lista sarebbe l'unica vera opposizione. E un Consiglio provinciale dove tutti si danno ragione a vicenda non è certo un esempio di democrazia».
Da qui l'appello agli amministratori. «Firmare per la nostra lista è l'ultima carta rimasta per far sentire la propria voce e ribellarsi a questa politica di palazzo», sottolinea Giraudo. «Non significa votarci, ma consentire che esista un'alternativa. È un gesto di libertà. Mentre qualcuno tratta poltrone ed equilibri, i problemi dei cittadini e le esigenze dei Comuni sono completamente dimenticati. Ci auguriamo che un numero sufficiente di amministratori abbia il coraggio di dire basta e permettere la presentazione della nostra lista».
Non manca una stoccata ai consiglieri uscenti. «Fa sorridere vedere certi consiglieri provinciali, dei quali per anni si è vista ben poca traccia, improvvisamente impegnati a tagliare nastri in ogni angolo della Granda», osserva Lauria. «Una corsa disperata agli ultimi minuti di visibilità. Peccato non vedere lo stesso entusiasmo nell'affrontare i problemi veri».
«Non è questa la Provincia che vogliamo», conclude Giraudo. «Vogliamo strade sicure, scuole dignitose e un'istituzione realmente al fianco dei sindaci. Nei giorni scorsi gli studenti sono scesi in piazza a Mondovì per chiedere risposte sui problemi delle loro scuole, mentre la politica discute di poltrone. È desolante. E poi ci stupiamo se i cittadini si allontanano dalle istituzioni. Non ci spaventa essere minoranza. Ci spaventa una Provincia nella quale non esista alcuna minoranza.»





