Sanità - 03 novembre 2026, 09:40

"La cultura che cura": il secondo incontro della Struttura di Oncologia dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo

Il dialogo tra Antonella Tarpino e Antonella Saracco a partire dai libri "Memoria Imperfetta. La comunità di Olivetti e il mondo nuovo" e "Il primo giro di pietre"

"La cultura che cura": il secondo incontro della Struttura di Oncologia dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo

In un contesto sanitario dove l’eccellenza tecnica e la precisione scientifica sono fondamentali per la gestione delle cure, la Struttura di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo rinnova il proprio impegno verso la dimensione umana della professione, promuovendo un ciclo di incontri culturali per il personale sanitario e per chiunque interessato.

L’iniziativa nasce dalla convinzione che per “curare” sia innanzitutto necessario sviluppare la conoscenza della profondità dell’umano. Gli incontri si propongono infatti come uno spazio di riflessione per i professionisti della salute e non solo, offrendo l’opportunità di sviluppare una comprensione più intima della natura umana e di coltivare lo stupore per la sua bellezza.

Nel primo partecipato incontro la campionessa dello sci Stefania Belmondo ha presentato il suo libro “Ho imparato a vincere. Passione, fatica e tenacia per il traguardo” (Graphot, 2026). Nel secondo incontro, nella sede della Fondazione Revelli a Cuneo – in Corso Brunet 1 – di lunedì 5 novembre | ore 17.30 | è la volta di Antonella Tarpino e Antonella Saracco che dialogheranno a partire dai libri Memoria Imperfetta. La comunità di Olivetti e il mondo nuovo (Einaudi, 2020) e Il primo giro di pietre (Graphot, 2025).

«In una professione ad alto impatto emotivo e ad elevata specializzazione, riteniamo indispensabile nutrire mente e sensibilità attraverso linguaggi diversi, stimolando nuove idee e saperi trasversali», spiega il dr. Gianmauro Numico, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo. «Per prendersi cura degli altri occorre innanzitutto “essere” prima ancora di “sapere”. Richiede attenzione, rispetto e una larghezza di pensiero: valori che si alimentano non soltanto nel percorso individuale, ma anche attraverso un’esperienza di crescita condivisa e collettiva».

Una visione che si ispira a quella di Adriano Olivetti, il cui modello di azienda ospitava una scuola e una biblioteca per custodire e sviluppare i saperi umanistici, come così raccontato da Antonella Tarpino.

A far da contenitore a questo secondo incontro è la sede della Fondazione Nuto Revelli, con l’Archivio e la biblioteca, custode della scelta esistenziale e di scrittura di Nuto Revelli, che attraverso la ricerca della verità e l’anamnesi del mondo contadino – quello del Mondo dei vinti e dell’Anello forte – ha fatto dell’ascolto e della testimonianza, le sue terapie contro l’oblio.

Attraverso questo percorso di contaminazione culturale, l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle riafferma il valore dell’ascolto e della relazione nei luoghi di cura, dimostrando come l’umanizzazione della medicina sia un beneficio diretto sia per gli operatori sanitari, sia per i pazienti.

L’incontro è aperto a tutti, con prenotazione consigliata scrivendo a info@nutorevelli.org.

c.s.

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