Piasco ha commemorato questa mattina il 4 Novembre, Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, con una cerimonia davanti al monumento ai Caduti.
È stato un momento di raccoglimento e memoria per rendere omaggio a quanti hanno sacrificato la propria vita per la Patria.
Erano presenti la sindaca Stefania Dalmasso con gli amministratori comunali e alcune classi della scuola secondaria di primo grado (medie), gli Alpini, i volontari della Protezione Civile e il parroco don Marco Casalis.
La commemorazione ha voluto affidare, soprattutto ai più giovani, un messaggio importante: ricordare non significa soltanto guardare al passato, ma assumersi la responsabilità di costruire un futuro diverso.
"È stato un momento di raccoglimento e riflessione – ha detto Dalmasso - accompagnato dalla deposizione della corona d'alloro, ma caratterizzato soprattutto da un simbolo particolare: una sedia vuota, collocata accanto al monumento.

Una sedia che, a prima vista, potrebbe sembrare semplicemente dimenticata o in attesa che qualcuno vi si sieda. Ma che oggi ha voluto rappresentare qualcosa di molto più profondo: tutte le persone che dalla guerra non sono mai tornate. Soldati partiti per il fronte e mai rientrati a casa. Figli che non hanno più potuto abbracciare i propri genitori. Padri che non hanno visto crescere i propri bambini. Una sedia che rappresenta tutti i posti rimasti vuoti nelle case, nelle famiglie e nei paesi".
Nel suo intervento, la sindaca ha voluto rivolgersi in particolare alle ragazze ed ai ragazzi presenti, invitandoli a provare a immaginare cosa significhi salutare la propria famiglia una mattina senza poterci più tornare. Non poter più andare a scuola, incontrare gli amici, coltivare i propri sogni e scegliere cosa diventare da grandi.
"La guerra – ha sottolineato la prima cittadina - significa vite interrotte, famiglie spezzate, sedie vuote. L'intento della cerimonia è stato quello di andare oltre il tradizionale momento commemorativo, fatto di discorsi, bandiere e deposizione della corona, per trasformarlo in un'occasione autentica di memoria e consapevolezza.
Noi adulti abbiamo una grande responsabilità. Non possiamo limitarci a commemorare il passato se poi, nella vita quotidiana, dimentichiamo il valore del rispetto, della solidarietà, della libertà e della convivenza. La memoria non deve essere nostalgia, ma responsabilità. Non possiamo diventare indifferenti, né abituarci all'idea della guerra come qualcosa di normale o inevitabile. Ci sono ancora oggi bambini che crescono sotto le bombe, famiglie costrette ad abbandonare le proprie case e persone che perdono tutto. Come comunità siamo chiamati a scegliere ogni giorno la pace, il dialogo e la solidarietà".
Un pensiero è stato rivolto anche a tutte le donne e agli uomini che, con ruoli e responsabilità diverse, servono le istituzioni e l'Italia, spesso in condizioni difficili, contribuendo alla sicurezza, alla tutela delle persone e alle missioni di pace.
"La sedia vuota - ha spiegato la sindaca - rimarrà dal Monumento ai Caduti anche dopo la cerimonia. Non come semplice elemento scenografico, ma come testimonianza e impegno collettivo.
Vorrei – ha concluso Dalmasso - che ciascuno di noi portasse con sé questa immagine e una consapevolezza: ogni vita ha un valore immenso, ogni persona conta e ogni guerra lascia troppe sedie vuote. Che questa sedia ci ricordi quanto è preziosa la vita e quanto sia importante custodire e costruire la pace, ogni giorno".






