A Savigliano è nata la prima bambina grazie alla partoanalgesia, la tecnica che permette di affrontare il travaglio riducendo sensibilmente il dolore.
La piccola God’s Favour Lyobosa Omoragbon è venuta alla luce martedì 3 novembre, poco dopo le 23, nelle sale parto dell’ospedale Santissima Annunziata. Al momento della nascita pesava 3,3 chilogrammi ed è la prima figlia di Osifo Success, 29 anni, e del compagno, una coppia di origine nigeriana residente a Racconigi.

La nuova prestazione è stata attivata dall'inizio di novembre nei reparti di Ostetricia degli ospedali di Savigliano e Mondovì. A Cuneo, invece, il parto in analgesia è già una realtà consolidata da diversi anni e viene scelto da circa il 35% delle neomamme.
Per approfondire questa novità abbiamo intervistato il dottor Andrea Puppo (nella foto sotto), primario di Ostetricia e Ginecologia al Santa Croce di Cuneo e incaricato della direzione del reparto di Savigliano.

Come si è svolto il parto con la partoanalgesia a Savigliano?
“La mamma ha iniziato il travaglio al mattino. Le è stata proposta la partoanalgesia, che abbiamo attivato intorno alle 10. È stato un travaglio piuttosto lungo, conclusosi alle 23,08, quindi dopo circa 13 ore. La peridurale ha permesso di gestire molto bene questo intervallo di tempo. È stata ben tollerata e il parto si è svolto in modo bello e ordinato, senza particolari problemi, perché il dolore è rimasto sempre sotto controllo”.
Che cosa cambia concretamente per una donna che sceglie di partorire con questa tecnica?
“È una possibilità che consente di alleviare sensibilmente il dolore durante il travaglio. Tecnicamente non si tratta di un'anestesia spinale come quella utilizzata per il taglio cesareo: viene inserito un piccolo cateterino nella schiena, attraverso il quale vengono somministrati i farmaci, con dosaggi e modalità differenti”.
È necessaria la presenza continua dell'anestesista?
“Non fisicamente accanto alla paziente per tutto il tempo. Utilizziamo particolari pompe che rilasciano gradualmente il farmaco. L'anestesista passa per effettuare i controlli, ma questi dispositivi moderni consentono di gestire la somministrazione in modo autonomo e controllato”.
Tutte le future mamme possono richiedere il parto senza dolore?
“Certamente. Le donne vengono informate di questa possibilità durante il bilancio di salute in gravidanza, idealmente intorno alla 36ª settimana. Possono poi richiederla al momento del ricovero oppure durante il travaglio, se ci sono le condizioni per procedere. Noi stessi la proponiamo alle pazienti. In assenza di controindicazioni cliniche, tutte possono beneficiare di questo servizio”.
La partoanalgesia è soltanto uno strumento per ridurre il dolore oppure può essere utile anche dal punto di vista medico?
“È anche uno strumento ostetrico molto importante per noi, perché in alcune circostanze può aiutarci a gestire e risolvere situazioni cliniche più complesse. Pensiamo soprattutto ai travagli lunghi: poter controllare il dolore permette alla mamma di affrontare meglio un percorso che può richiedere molte ore”.
Questa novità riguarda anche l'ospedale di Mondovì. Come si è arrivati ad attivare il servizio nei due punti nascita?
“Al Santa Croce di Cuneo utilizziamo questa tecnica da molti anni. Sono stati proprio i nostri anestesisti a occuparsi della formazione degli specialisti dell'Asl Cn1, condividendo competenze ed esperienze. Per arrivare all'attivazione a Savigliano e Mondovì è stato necessario un percorso di potenziamento del personale, formazione e organizzazione, con la definizione di protocolli comuni tra i due punti nascita dell'Asl Cn1 e l'Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo”.
Che cosa rappresenta questo risultato per i reparti di Ostetricia?
“Significa portare i nostri due punti nascita ai più alti livelli dell'assistenza materno-fetale, al pari dei grandi centri di ostetricia italiani ed europei. La partoanalgesia non è soltanto uno straordinario strumento di sollievo dal dolore, ma anche un supporto clinico che può fare la differenza nella gestione di alcune situazioni ostetriche”.
Dopo la prima nascita, come stanno procedendo le richieste?
“Abbiamo già effettuato altri colloqui informativi e seguito una seconda partoriente a Savigliano. È un'attività che, una volta entrati a regime, può diventare praticamente quotidiana”.
Uno sguardo, infine, all'andamento delle nascite a Savigliano. Ci sono segnali di ripresa?
“Sì, stiamo registrando un aumento. Le nostre proiezioni indicano che potremmo chiudere l'anno con 30-40 parti in più rispetto al precedente. Contiamo di superare abbondantemente quota 400 e speriamo di guadagnare ancora qualcosa nel prossimo anno”.







