Sabato 14 novembre alle ore 18, presso la sala conferenze del Museo della Ceramica di Mondovì (piazza Maggiore 1), l’associazione “Gli Spigolatori” presenterà l’ultimo volume di poesie “Voi che sapete” di Claudio Bo. Interventi critici a cura di Remigio Bertolino e Stefano Sicardi, letture a cura di Giuditta Aimo.
Claudio Bo alla sua attività di giornalista e direttore di giornale ha, da sempre, affiancato quella più prettamente letteraria. È conosciuto e apprezzato da un folto pubblico e dalla critica come romanziere (“Via Balbi 4”), come raffinato scrittore di racconti e di prose poetiche. Pochi però conoscono la sua passione poetica: già nella giovinezza ha avuto con la Musa una breve ma folgorante frequentazione. Ed ora il lettore con l’ultimo libro “Voi che sapete”, edito dagli Spigolatori nella collana di poesia “Petali di versi” potrà leggere testi dettati da una potente ispirazione, versi che non s’incasellano in un genere specifico, ma appartengono alla poesia di sempre, quella con la P maiuscola, quella che si addentra nei penetrali dell’animo umano per esplorarne segreti di ombre e bagliori di luci.
Il volumetto, prezioso e raffinato, vuole inoltre essere un omaggio all’amico pittore Dario Buscaglia: è sua l’immagine di copertina con lo spaventapasseri crocefisso e le tavole che impreziosiscono il testo. La raccolta è strutturata come un canzoniere d’amore e dei trovatori ha spesso gli elementi topici: le albe, il crepuscolo, le lunghe notti. Un canzoniere dedicato a due lune: quella tramontata per sempre che ha rischiarato a lungo le notti del poeta, l’altra che è sorta fiammeggiante in tempi di gelo come un dono inatteso, come un miele favoloso.
Qua e là, trapelano, oltre l’amore, versi trepidi come quelli dedicati al vecchio amico (Adriano) dove il paesaggio è fragrante di luci e profumi mediterranei o al figlio (Ascolto Giacomo). Una poesia, questa, dove il dolore si incista in un tempo fermo e memorabile: “Siamo qui da sempre / nel rifugio. / Casa fatta di istanti / che non trascorrono.” La raccolta si apre con “Agosto” con un incipit folgorante: “L’afa si era arresa alla luce, / luce spavalda e corrusca / luce che canta prima della sera.” Una poesia in cui la stagione estiva si fa specchio di sentimenti, sensazioni, intimi trasalimenti.
La poesia è un esercizio solitario, un eremitaggio di parole, un ritiro monacale in stanze abitate da silenzi ed ombre. Scriveva a proposito Ingeborg Bachmann: “Chi la scrive non ha quasi nessuna chance che gli riesca, e nemmeno che i suoi versi raggiungano qualcuno.” Claudio Bo con le sue parole così armoniose e connotative, con il bagliore accecante di metafore così ardite e inusuali, con il suo sprofondare nel pozzo dell’io, nei meandri oscuri dell’anima, ci offre il dono di fraterna amicizia nel segno della fragilità: “Voi che sapete / la sferza della bellezza / trionfare sul tramonto / delle illusioni”.
Ingresso libero. Eventuali informazioni o prenotazioni: assoc.spigolatori@gmail.com.





