È stata inaugurata, sabato 7 novembre, a Casa Francotto, alla presenza dell’artista e della curatrice Cinzia Tesio, la mostra “Ingrandimenti poetici, opere scelte tra incisione, pittura e scrittura, elementi che ben rappresentano le tre anime profonde e multiformi dell’artista Mario Gosso, uno degli artisti più significativi del panorama incisorio piemontese. L’artista era attorniato da molti storici d’arte, dagli ex colleghi del liceo artistico Ego Bianchi di Cuneo, dai suoi familiari, la moglie Ines Re, le figlie Anna Gosso professoressa di matematica e fisica e componente dello staff dirigenziale del liceo de Amicis di Cuneo e Giulia Gosso, ingegnera in Valle Stura. Al taglio del nastro erano presenti il sindaco di Busca Ezio Donadio, l’assessora Lucia Rosso, Marco Gallo assessore regionale.


L’esposizione propone un ampio percorso attraverso la produzione di Gosso, buschese, e formatosi all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di maestri come Mario Calandri e Francesco Franco. Unpercorso artistico che attraversa incisione, pittura, disegno, acquerello e libri d’artista, offrendo al visitatore l’opportunità di entrare in contatto con una ricerca sviluppata nell’arco di un cinquantennio. Al centro della mostra vi è il tema del segno, elemento distintivo della poetica dell’artista. Nelle opere esposte il segno non si limita a descrivere la realtà, ma ne diventa strumento di riflessione e di ricerca interiore. Attraverso acquaforti, puntasecche e acquatinte, Gosso costruisce paesaggi della memoria, dialoghi con la storia dell’arte, richiami alla letteratura e suggestioni spirituali che conducono il visitatore in una dimensione sospesa tra concreto e metafisico.
Nelle sue opere il segno assume un valore assoluto e diventa metafora di una geografia interiore dove sensibilità estetica e tensione morale convivono e si richiamano reciprocamente. La rassegna, organizzata dall’Associazione Monviso Arte APS, restituisce anche il profilo umano di un artista e docente, prima al liceo artistico Primo di Torino poi all’Ego Bianchi di Cuneo che continua a lavorare nel proprio atelier di Caraglio.

L’evento rientra nel programma culturale 2026 di Monviso Arte ed è realizzato con il sostegno di Fondazione CRC, Fondazione CRT, Banca di Caraglio, Sedamyl e Comune di Busca. Le iniziative sono inoltre patrocinate dalla Regione Piemonte e dall’ATL del Cuneese e fanno parte del circuito Abbonamento Musei. La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio 2027 e sarà affiancata da un intenso calendario di appuntamenti: l’escursione alle Cave di Alabastro l’8 novembre, la visita alla Collezione La Gaia il 29 novembre e l’iniziativa “Busca Sotterranea” dell’8 dicembre. Sono in calendario laboratori didattici per le scuole della provincia e sarà disponibile il catalogo ufficiale dell’esposizione. È un’occasione importante per ri-scoprire l’itinerario introspettivo di un'artista che, attraverso l’intensità silenziosa del segno, continua a trasformare la realtà in poesia.












