- 12 febbraio 2013, 09:01

Oncino, nella sera in cui ci si riunisce per illuminarsi di meno, si accende una timida fiammella di speranza

L’adesione all’iniziativa di Rai2 di venerdì 15 coincide con una cena comunitaria che inaugura (o quasi) un nuovo agriturismo, nato dal coraggio e dalla cocciutaggine di due donne

Oncino immerso nella neve

Oncino immerso nella neve

Da sempre, Oncino aderisce all’iniziativa simbolica “M'illumino di meno” finalizzata alla sensibilizzazione al risparmio energetico lanciata dalla trasmissione Caterpillar di Radio2. Sebbene qui, qualcuno fa notare con la consueta pacatezza dei montanari, ci sia assai poco da spegnere ancora. Sebbene qui, dove tutto è più difficile da ottenere, quel risparmio (non solo quello energetico) che ovunque  è una cosa necessaria al limite dello scontato, sembra  essere una cosa di ancor più facile approccio.

Il paese, compresi quanti qui sono nati e vivono altrove e gli affezionati amici di sempre, si riunirà per una cena comunitaria (rigorosamente a lume di candela), che si terrà presso un’azienda agricola del territorio in procinto di aprire i suoi battenti al pubblico. Un piccolo ma importate segno di luce che si accende e filtra nella sera in cui ovunque “va di moda” il buio.

Si tratta dell’Agriturismo “Le Mulattiere” di borgata Sant’Ilario. Sarà una sorta di serata in famiglia per amici e parenti, che avrà il compito anche di festeggiare i 25 anni della titolare Irene Soffietti, che con la mamma Maria Grazia Allisio, si è stabilita ormai da un paio di anni in questo angolo incontaminato della Valle Po e con la quale, con grande coraggio e sana testardaggine, si è messa in discussione ed ha deciso di sfidare il contorto, super burocratico e disarmante sistema che vige nel nostro Paese, anche per "favorire ed agevolare" l'imprenditoria delle giovani donne, cosa più unica che rara, soprattutto a 1300 metri di quota.

Irene e Maria Grazia hanno ristrutturato e lo stanno facendo tuttora, l'antica casa dei nonni paterni "La Fleur", nella borgata sulla strada che dal concentrico di Oncino porta alle Bigorie. Un grande lavoro con il quale si sta cercando di ricostruire angoli di memoria storica e famigliare, che – lo sperano tutti - sarà senza dubbio premiato da chi vorrà salire ad apprezzare sia l'ambiente incontaminato e selvaggio con la presenza di animali da cortile, sia una cucina semplice, naturale, di qualità.

Venerdì 15 febbraio la comunità parteciperà all’appuntamento conviviale portando con sé una sedia o uno strumento musicale da lasciare a fine serata: perché così si fa per festeggiare un giovane compleanno ai piedi del Monviso o contribuire all’avvio di un’impresa in alta montagna.

Perchè anche qui, dove la spigolosità della crisi è meno percettibile, dove non ci sono insegne da spegnere, scuole da non poter riscaldare, ma sempre tanto olio di gomito speso quotidianamente per dare onore ad un territorio e tenere in alto lo sguardo su un paesaggio sempre uguale ma sempre diverso, possono accedere piccoli miracoli. Anzi. Forse soltanto qui si è capaci di trasformare una sera in cui ci si riunisce per illuminarsi di meno in un momento di festa collettiva in cui si accende una timida fiammella di speranza.

Anche le “Bianche Bigorie”, punto di ristoro annesso alla pista di fondo e ciastre in località Bigorie, poco più a monte, spegnerà le luci del locale, proponendo agli avventori una cena a lume di candela, con il Monviso a fare da invidiabile sfondo.

Walter Alberto

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