Politica - 25 febbraio 2013, 13:26

Allarme: Regione in svendita a partire dalle Case di riposo

Per Fabrizio Biolè è “importante a questo proposito che operatori, fruitori e amministratori lungimiranti facciano massa critica contro questo tipo di politiche, completamente indifferenti alle necessità primarie e ai principi di equità e giusta assistenza”

Allarme: Regione in svendita a partire dalle Case di riposo

Il "coup de theatre" dell'Assessore Monferino, che proprio nel fine settimana elettorale pone le basi per la teorizzata e famigerata "esternalizzazione" del patrimonio immobiliare delle Aziende Sanitarie, partendo dalle case di riposo, è tanto improvvido quanto dannoso. Nessuno nega le enormi difficoltà economico-finanziarie della Regione, peraltro causate in primis da cattiva gestione la cui responsabilità è spalmata sulle varie Giunte succedutesi negli ultimi 15 anni; e certo un amministratore con una forma mentis manageriale (come Monferino) antepone il mero calcolo ragionieristico alla garanzia dell'erogazione di servizi ai cittadini, peraltro costituzionalmente sancita.

Cota ed il suo Assessore agiscono secondo priorità che non hanno senso: fare cassa subito attraverso la vendita del patrimonio immobiliare per poi avventurarsi in impegni di spesa di locazioni e affitti via via maggiori alla stipula di contratti per l'uso delle stesse strutture alienate, che gioco forza saranno sottoscritti con realtà economicamente forti e non con le piccole società locali, già duramente provate dai ritardi nei pagamenti da parte delle stesse ASL... Il contesto economico determinerà peraltro nient'altro che una "svendita" a questi grandi soggetti privati, estremamente svantaggiosa per i cittadini piemontesi, unici veri titolari del patrimonio pubblico.

Alcune esperienze nazionali che percorsero in passato la strada dei fondi immobiliari da mettere sul mercato stanno dimostrando l'insostenibilità di questo tipo di politiche.

E' d'obbligo sottolineare che questo deprecabile progetto non va visto estrapolato dal contesto, ma si inserisce perfettamente nelle linee politiche che buona parte delle forze partitiche stanno determinando a vari livelli, tramite investimenti folli in spese inutili e non esssenziali (armamenti e grandi opere come il TAV in primis) a scapito del mantenimento dei servizi basilari (sanità e TPL su tutti).

Credo che sia importante a questo proposito che operatori, fruitori e amministratori lungimiranti facciano massa critica contro questo tipo di politiche, completamente indifferenti alle necessità primarie e ai principi di equità e giusta assistenza.

Fabrizio Biolé - Consigliere Regionale

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