“Vorrei intervenire sul dibattito ingenerato dalle infelici dichiarazioni della presidente della Provincia Gianna Gancia sulla Resistenza, replicando alla vostra lettrice Laura Mansovino. La Resistenza, come tutti i moti popolari di ribellione all’oppressore, di qualunque colore sia, è stata sempre caratterizzata da episodi di grande valore. Trovo ingeneroso che la vostra lettrice dica che le battaglie dei partigiani non abbiano avuto valore sotto il profilo bellico, fatto smentito dalla semplice considerazione, ad esempio, che queste azioni di guerra partigiana hanno distolto uomini e mezzi dei nazifascisti che, diversamente, sarebbero stati impiegati contro gli alleati. Questo, ovviamente, senza considerare il grande valore e non solo simbolico, che ha avuto la presa di coscienza di un popolo a lungo oppresso.
Che poi anche tra i partigiani ci siano stati coloro che non si sono comportati correttamente mi pare naturale, purtroppo, perché è l’indole degli uomini ad essere messa sotto accusa e non la loro appartenenza politica. Per quanto riguarda la presidente Gancia mi pare che avere una biblioteca fornita sia un buon punto di partenza, a patto che i libri vengano letti. E la Presidente ha dato mostra di aver letto solo quei testi che le faceva comodo consultare, quelli che danno una visione parziale della storia. Oggi c’è un revisionismo anche del movimento resistenziale, basti pensare ai libri scritti da Gianpaolo Pansa, autore di sinistra, in cui si rende conto di quanto successe nel dopoguerra e di quella sorta di regolamento di conti che ci fu.
Ritengo, quindi, che nessuno voglia tacere degli aspetti negativi che la guerra porta con se, compresi quelli messi in evidenza da chi ha combattuto l’oppressore. Tralascio dichiarazioni come quella relativa al fatto che dopo la guerra tutti sono diventati partigiani mentre prima erano fascisti perché questo è un altro tratto caratteristico degli italiani, sempre pronti a salire sul carro dei vincitori, progenitori in ciò dei tanti Razzi, Scilipoti e sottosegretari vari di recente nomina.
Le parole della presidente Gancia sono suonate particolarmente offensive sia per il contesto in cui sono state dette, cioè il Consiglio provinciale, e sia perché pronunciate in una provincia dove sono nati i primi movimenti di resistenza e che ha avuto tantissime perdite durante la guerra di liberazione. Per questo credo sia necessario portare rispetto per la Resistenza, i cui valori sono quelli che hanno ispirato i nostri padri costituenti nella realizzazione di quella Costituzione che ancor oggi rappresenta il collante della nazione e che non a caso i nostri attuali governanti di centrodestra vorrebbero modificare in alcuni principi fondamentali”.
Tullio Ponso
Consigliere Regionale
Cuneo




