Al Direttore - 12 maggio 2011, 09:39

"Ponso, lei che non è abituato ad ascoltare la gente, accetti il consiglio e quando parla resti sul vago"

Il lettore Francesco Aimale in disaccordo con il consigliere regionale IdV: "Gli attacchi contro la Gancia irresponsabili e irriverenti"

Tullio Ponso

Tullio Ponso

Egregio Direttore,

vorrei esprimere il mio personale rammarico per come viene trattata la Presidente Gancia nei contributi riportati sul suo giornale. Interventi apprezzabili dal punto di vista oggettivo, come quelli della lettrice Laura Mansovino, vengono stigmatizzati con dichiarazioni che hanno come unico obiettivo quello di attaccare la Presidente. Desidero ricordare a Tullio Ponso che il fatto di essere stato eletto a consigliere regionale NON conferisce il titolo di Storico né di Detentore della verità assoluta.

Caro Tullio Ponso, le è già successo, proprio su questo giornale, di dover fare retro-marcia sulle sue dichiarazioni, dichiarazioni (africani e TAV) su cui non è riuscito a rispondere ai lettori. Accetti un consiglio, resti sempre sul vago e non attacchi la Presidente, il suo è un atteggiamento irresponsabile e irriverente, nei confronti della persona (che lei può anche detestare) ma anche, fatto che mi indigna ben di più, dell’Istituzione (che lei non deve detestare, visto che si era pure candidato).

Anche gli Storici, che ne sanno ben più di noi, non prendono le fonti per oro colato, dovrebbe saperlo. Proprio mentre le persone che quella guerra l’hanno vissuta stanno morendo, è importante non pensare che la sola memoria di valore assoluto sia quella di questo o di quell'autore, meglio se politicamente schierato. I nostri anziani non hanno il diritto di raccontare quanto hanno vissuto? La sola verità l’avete voi? La scrivete sull’Unità o su Repubblica? Perché noi, anche se non siamo in consiglio regionale, sappiamo che la verità, spesso, sta in mezzo… E non abbiamo bisogno che i politici si trasformino in storici all’occorrenza, tuttologi a comando.

Quando Tullio Ponso dice che i libri bisogna leggerli, dimostra di non avere capito chi li ha scritti quei libri, ci dice che i nostri anziani non hanno diritto di essere ascoltati, insulta una persona che ha letto moltissimo, manca di rispetto alla Presidenza della Provincia di Cuneo, oltre che alla Presidente. La gente, caro Tullio Ponso, anche quella umile, non è priva di diritti, priva di cervello e priva di dignità, appiattita alla verità di questo o quell’autore. Le persone hanno un cervello proprio, per fortuna, i propri ricordi sofferti. E lei non è stato chiamato da Dio a guidarci.

Chi ascolta ancora i nostri anziani, come la Presidente Gancia, scopre, casomai ce ne fosse ancora bisogno, che la vita di quegli anni non è stata facile, che tante cose non sono andate tutte per il verso giusto, che proprio a guerra appena finita c’è stato un enorme revisionismo. Un’Italia, caro Tullio, uscita dalla dittatura fascista, che qualcuno tentò per decenni di far passare alla dittatura comunista… per fortuna senza riuscirci. La Resistenza non fu comunismo, fu a tratti eroica, ma non santa, fu importante ma non essenziale per l’esito della guerra. Il valore delle vite consacrate alla Resistenza è enorme.

Le lancio una provocazione: perché nelle nostre piazze troviamo tanti monumenti alla Resistenza e pochissimi ai ragazzi americani, canadesi, inglesi e polacchi che hanno combattuto e sono morti per liberarci dai nazisti? Quelle vite valgono meno delle altre? Non sarà che stiate cercando, persino tirando in ballo la seconda guerra mondiale, di racimolare qualche voto in più? Se è così, caro Tullio Ponso, ascolti il mio consiglio, proprio perché non è disposto ad ascoltare la nostra gente, è bene che resti sempre sul vago…

Francesco Aimale

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