Gentile Direttore, la risposta alla sua legittima curiosità giornalistica sul fatto che nessuno della dirigenza del PD cuneese fosse presente al big bang renziano credo l’abbia fornita indirettamente il giovane Assessore cuneese Domenico Giraudo, che inaugura la nuova corrente dei rottamatori esterni.
Intanto consiglierei a Giraudo, folgorato sulla via della Leopolda, di misurare la sua volontà rottamatrice con la tessera al PD e con il confronto nella libera dialettica democratica interna al partito dove se avrà più filo tessera più tela perché finora le scelte dirigenziali interne sono passate per congressi liberi e contendibili e con successive primarie aperte a tutti i cittadini.
Non mi sovvengono ad oggi in tutto l’arco costituzionale, liste civiche comprese, esempi di selezione della classe dirigente più democratici.
Chi scrive ha fatto spesso e recentemente scelte controcorrente anche all’interno del PD, ero l’unico segretario provinciale d’Italia a sostenere Ignazio Marino( sfida che fu coraggiosa ma molto gratificante in termini di consenso complessivo) , ma detto ciò non amo né la delegittimazione personale o anagrafica né le ubriacature post ideologiche alla Renzi .
Amo il confronto anche duro e dialettico, rispetto Renzi o Giraudo quando portano idee, seppur distanti dalle mie, perché ad un PD di “centro renziano” preferisco un partito progressita, liberal e di sinistra e perché sono convinto che i diritti civili e sociali per chi si definisce di sinistra non si emendano ma si estendono.
Chiedo semplicemente che la sfida sia in campo aperto e contendibile con primarie per la selezione del premier e per la selezione dei parlamentari , in quel caso io non starò sicuramente con Renzi ma insieme potremmo contribuire a colpi di proposte a costruire un’Italia più giusta più moderna e più solidale.
Ritengo però opportuno mettere per un attimo in secondo piano le ambizioni personali e dar vita fin da subito ad un serio e quanto mai urgente lavoro per redarre un progetto incardinato su una decina di punti fondamentali e comuni per il programma del PD e dell’intero centrosinistra che dia risposte sul lavoro, sulle riforme istituzionali, sui diritti , sulla sanità e sull’istruzione.
Detto in sintesi prima il progetto e poi con le primarie sceglieremo il soggetto che lo incardina e lo declina con la sua personale sensibilità.
Massimo Scavino – segreteria regionale Pd





