Politica - 31 gennaio 2012, 08:54

“Valga per Sanfront ciò che dovesse valere per Paesana”: disputa infinita sulle scuole

Una delibera della Giunta del sindaco Moine chiede di vedere salvato dalla scure dei tagli il proprio Istituto Comprensivo grazie alle “medie” di cui parla l’ultima circolare Ministeriale

Le scuole di Sanfront

Le scuole di Sanfront

Valga anche per Sanfront quello che eventualmente varrà per Paesana. Porta la firma dell’unanimità della Giunta del sindaco Roberto Moine l’ennesima mossa della partita che si gioca sul campo dell’assegnazione dell’Autonomia Scolastica tra i due Comuni ed i rispettivi Istituti Comprensivi: il “Don Bartolomeo Boero” di Sanfront e il “Don Lorenzo Milani” di Paesana.

La storia è ormai trita e ritrita. A metà novembre Paesana e Sanfront si incontrano per definire una strategia comune, un’unica candidata ad ospitare l’Istituto che sorgerà dalle ceneri dei due esistenti da presentare in Provincia. L’accordo si raggiunge sul nome di Sanfront, ma al momento di mettere “nero su bianco” Paesana cambia idea e chiede alla Provincia – suscitando le ire di Sanfront - che la sede del nuovo Istituto Comprensivo sia “indiscutibilmente collocata presso il proprio plesso scolastico. Svelarne i retroscena ci causò la reprimenda pubblica del sindaco di Paesana ed una lettera scritta a quattro mani con il collega di Sanfront, dove entrambi smentirono fieramente ciò che uno dei due ci aveva invece minuziosamente raccontato il giorno prima al telefono. E’ la fine di novembre.

Il  6 dicembre la Provincia decide: accorpamento si, ma Presidenza a Sanfront – anche se la difesa della montagna vorrebbe il contrario - per l’occasione supportata davvero al meglio da Gambasca, Martiniana Po e Rifreddo. Paesana non demorde e l’11 gennaio scorso, con una delibera di Giunta (poi fatta propria anche dalla Giunta di Crissolo), chiede alla Regione di fare salvo il proprio Istituto Comprensivo, che non raggiunge i 600 alunni previsti come “media regionale”, ma che proprio perché di “media” si parla è lecito pensare che “nei piani regionali si potranno avere istituti comprensivi con valori inferiori ai 600 alunni ed altri con valori superiori, purché venga salvaguardata la media regionale di riferimento.

Nei giorni scorsi, l’ultima mossa di Sanfront, prima della scadenza dei termini. Una delibera con la quale – preso atto della disperata difesa di Paesana del suo presidio scolastico e “considerato che in caso di accoglimento della richiesta di Paesana l’Istituto comprensivo ‘don Bartolomeo Boero’ di Sanfront si troverebbe sotto il limite di alunni previsto dalla legge”  - la Giunta ha deciso di richiedere alla Regione Piemonte, alla luce della circolare del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ministeriale che parla espressamente di “media regionale” il mantenimento dell’autonomia anche per l’Istituto comprensivo “B. Boero”, tenuto conto delle particolari esigenze geografiche, socioeconomiche e legate alla storia del territorio che riveste il Comune di Sanfront da sempre Centro di riferimento dei Comuni della media Valle Po”.

Una disputa tra poveri, insomma: perché è a questo che talune politiche hanno ridotto la montagna.

Walter Alberto

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