Caro Direttore,
Ho letto la lettera che il sig. G. Dutto ha inviato come risposta a una mia con la quale, credo in modo sereno e pacato, analizzavo il voto cuneese e invitavo tutti, vincitori o no, a serrare le fila, tenendo conto dell’attuale difficile momento.
Certo quello della coesione non è un obbligo e il sig. G. Dutto, fossimo a Roma, vedrebbe commentato il suo scritto con un sornione: “Je rode ancora…”.
Che “gli rodano” ancora i risultati elettorali è umano e comprensibile, ma che voglia negare l’evidenza e cioè che il PD è di fronte ad un bivio e che dalle sue scelte dipenda il futuro assetto politico italiano mi pare indubbio.
Di qui l’indicazione di quello che è il risultato di un laboratorio politico che ha visto alcune liste civiche unirsi, assieme con l’UDC, in un progetto che ha largamente vinto alle amministrative.
Non piace al Sig. G. Dutto il progetto che vede la sinistra, un tempo si sarebbe definita riformista, allearsi col centro per governare?
Preferisce la “foto di Vasto”?
Posizioni del tutto legittime: non sono le mie, ma non cerco certo l’unanimismo.
Il resto è solo tentativo di ingenerare polemiche: al gioco non ci sto e non ci sono mai stato.
Né mi soffermo sul rapporto percentuale preferenze/voto di lista che una qualche logica pure ha…anche perché, dicono i saggi, una bottiglia non si può riempire oltre il tappo…
Spero solo che la lettera del sig. G. Dutto non sia il prologo a una “seconda ondata” di polemiche alla vigilia dell’inizio dei lavori del Consiglio Comunale, ma l’ultimo canto …sul calar della sera.
Davanti a noi abbiamo giorni difficili e mesi nei quali o si disegnerà un futuro certo e presentabile per il nostro Paese o si rischierà, alle imminenti elezioni politiche, di riproporre l’ingovernabilità greca assieme con pericolose velleità anti europee…
Io ho altre visioni e altre speranze, a queste dedico la mia attività e la mia passione.
Il resto lo commento col pensiero di Dante Alighieri: “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”, affermazione che mi aiuta sì a tener conto della critica, ma poi a non scendere in polemiche che sono esplicitamente cercate per il solo gusto di ammorbare l’aria.
E di questo nessuno, né la città, né tantomeno l’Italia ha bisogno…
Con viva cordialità
Beppe Tassone




