Un caro amico, parlando della palude in cui è finita la nostra politica, mi ha esortato a farmi da sostenitore della nausea che ha portato la situazione politica attuale.
Non voglio fare il populista e giacobino, tuttavia il teatrino al quale assistiamo quotidianamente inevitabilmente porta ad una banale domanda: fino a quando il potere politico centrale, che tiene strette le briglie della locomotiva italiana, senza lasciare spazi a nuove idee, vorrà continuare a fingere di non sentire la rabbia che monta nei suoi confronti?
Sia ben chiaro non voglio assolutamente perorare una caccia alle streghe del tipo “dagli all’untore”, ma auspico vivamente, come tutti, che ci sia un sussulto di dignità e che l’indispensabile riforma elettorale non sia la scusa per mille distinguo pur di non decidere nulla.
Mi rendo conto che il singolo onorevole non può incidere in una questione così complessa e grande, ma il ruolo e il rango gli impongono di prendere delle posizioni, fosse anche solo per il rispetto verso l’elettore.
Sicuramente qualcuno potrà risentirsi a queste accuse, anzi sarebbe auspicabile che ne scaturisse un confronto di idee tra gli eletti e gli elettori, dico elettori perché in questo momento politico siamo soltanto considerati elettori, cioè portatori di voti.
A prova di ciò, un leader nazionale ha detto pubblicamente, o almeno i media l’hanno riportato: gli elettori non capirebbero…!
Penso che un dibattito con i cittadini potrebbe partire da questa alta considerazione!
Antonio Panero – Sindaco di Centallo





