Attualità - 29 agosto 2012, 08:27

Anche la Paesana-Barge diventa “perla” della collana di strade “sconsigliate" a cicli e motocicli

Nei giorni scorsi il "mitico" cartello è comparso come per incanto anche all’inizio della Provinciale Colletta. Un lettore: “Una vergogna per il nostro paese e per tutta la Valle”

Il cartello stradale con, sullo sfondo, un ciclista che affronta in discesa la prima curva della "Colletta" di Barge

Il cartello stradale con, sullo sfondo, un ciclista che affronta in discesa la prima curva della "Colletta" di Barge

Adesso anche la Colletta. Dopo la Paesana-Pratoguglielmo e la Pratoguglielmo-Pian Munè, la collezione provinciale di strade “sconsigliate e ciclisti e motociclisti” si arricchisce di una nuova e sorprendente perla in questa Valle Po verde e dalla vocazione innata per lo sbandierato turismo eco-compatibile finalizzato alla preservazione dell’ambiente naturale ed alla ricerca di un nuovo equilibrio tra uomo e natura che favorisca la miglior convivenza possibile: i sei chilometri che cominciano subito dopo il confine fra Paesana e Barge e finiscono, ma non è dato sapere, alle porte dell’abitato della cittadina della Valle Infernotto. Soltanto in discesa però.

La segnalazione arriva da un nostro lettore che lavora a Paesana e risiede altrove. E che proprio per questo percorre la Colletta due volta al giorno. Si chiama Fabrizio Marrone.

Ci scrive: “Trovi il cartello, se non lo hai già visto, prima della prima curva... Lo reputo una vergogna per il nostro paese e tutta la Valle, ma soprattutto per una strada che storicamente e da anni ha portato molte persone a visitare per turismo o sport la nostra Valle”.

Una “perla sorprendente” abbiamo scritto all’inizio. Lo ribadiamo. Perché da queste parti, in inverno, quando nevica copiosamente, quella strada è tra le prime ad essere sgombrate al meglio e forse l’unica ad incassare i complimenti degli automobilisti. Anche di quelli solitamente più critici. Per merito anche e soprattutto dell’operatore che ne ha cura, certo. Ma quell’operatore (che segnaliamo per un encomio), in quel preciso momento, rappresenta la Provincia.

Aldilà di quelli che possono essere stati i motivi che hanno spinto la Provincia a mettere – anche qui – le mani avanti prima che un qualche sfortunato ciclista ci rimetta la faccia (come accaduto un mese e mezzo fa sulla Pratoguglielmo-Pian Munè) e poi chieda anche i danni, rimane - melanconica e triste - una considerazione di fondo. Che affidiamo all'eventuale voglia di replica dell’assessore alla viabilità Giuseppe Rossetto

E’ questo il biglietto da visita turistico che la nostra provincia (intesa come territorio) espone a quanti – italiani e stranieri – decidano di avventurarsi nelle sue verdi vallate alla ricerca di angoli di pace e di contatto con la natura? E’ questo il modo con cui si incita ad un turismo sempre meno inquinante? Perché ieri, in mezz’ora di appostamento nei pressi di quel cartello, abbiamo contato 14 biciclette. Ed erano quasi le sette di sera.

Walter Alberto

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