Attualità - 05 ottobre 2012, 10:01

“In provincia di Cuneo le strade con il manto d’asfalto peggiore di tutta la Penisola”

Un ciclista amatoriale residente a Cavour, scrive a “Cicloturismo”: “Un cartello nuovo di zecca coniato appositamente per la Provincia Granda, una situazione quantomeno vergognosa”

La Colletta Paesana-Barge

La Colletta Paesana-Barge

Esce addirittura dai confini regionali per approdare sulle pagine del mensile specializzato “Cicloturismo” il problema delle condizioni del fondo delle Strade Provinciali di questa nostra Granda. Nei giorni scorsi F.A. - un appassionato di ciclismo che vive a Cavour (To)  – ha scritto una lunga lettera a Luca Neri, direttore della rivista.

Vi scrivo  - esordisce  - per segnalarvi un fatto a dir poco sconcertante che da alcuni mesi si sta verificando nella mia provincia, la provincia di Cuneo. Dico ‘mia’ perchè pedalo regolarmente in quelle zone pur abitando proprio sul confine in provincia di Torino. Dato che “Cicloturismo” da tempo si batte per la sicurezza dei ciclisti, per il progetto ‘strade verdi’ e per lo sviluppo della rete ciclabile in generale credo sia giusto portare a conoscenza lettori e redazione di questa cosa direi come minimo ‘vergognosa’”.

Come premessa è doveroso – continua - far notare che la rete stradale del cuneese, specialmente nelle zone montane e pedemontane, dispone del manto ‘asfaltato’ più scadente che si possa trovare in tutta la penisola, tant’è che a noi ciclisti della zona viene quasi da ridere quando sentiamo le ingiuste (secondo il nostro metro di giudizio tarato male) critiche che ricevono Granfondo come la Colnago di Piacenza a causa della conservazione del manto stradale. Per noi quelle sono piste di F1! Ci sono strade provinciali (tengo a precisare provinciali) molto battute da automobili e battutissime dalle biciclette che non vengono più riasfaltate addirittura dal passaggio del Giro d’Italia del 1992, come ad esempio la Colletta che collega due centri importanti come Barge e Paesana, non una isolata strada montana di scarsa importanza.

La soluzione più logica sarebbe quella di rimettere a posto le strade con regolari lavori di manutenzione che sono normali per tutte le altre zone della Penisola e d’Oltralpe (se uno va a pedalare fuori porta si accorge subito della differenza), invece da noi ne hanno trovata un’altra, molto più economica ed ‘ingegnosa’. Quale? Si sono messi a disseminare la provincia di minacciosi ed inediti (non esistono in nessun altro luogo) cartelli recanti la seguente scritta: “Strada sconsigliata a ciclisti e motociclisti”.

Questo è puro razzismo, ce ne rendiamo conto? Un cartello nuovo di zecca coniato appositamente per la Provincia Granda! Dalle nostre parti invece di risolvere i problemi si pensa di evitarli in questo modo. Personalmente ho contato almeno 6 di questi cartelli in differenti vallate. E’ proprio così che dalle nostre parti si cerca di incentivare la diffusione di un mezzo di trasporto economico e pulito come la bicicletta, infischiandosene dell’impegno che ci stanno mettendo molte amministrazioni sensibili all’argomento e giornali come il vostro.

Sono il portavoce di una numerosissima comunità di ciclisti indignati (qualcuno si è già anche fatto male), so che la nostra protesta sarà inutile e non servirà a nulla, però è giusto che tutta l’Italia appassionata al nostro fantastico mezzo di trasporto sia informata di tale cosa. La scusa fornita ovviamente sarà sempre la solita, che mancano i soldi, ma dopo i recenti e attualissimi incresciosi fatti nessuno crederà più ad una scusa del genere, ce ne aspettiamo come minimo una diversa”.

Firmato: Un ciclista deluso e amareggiato.

Alla missiva inviata a “Cicloturismo” sono state allegate due delle fotografie a tal proposito pubblicate nelle scorse settimane da targatocn.

Walter Alberto

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU