Politica - 20 dicembre 2012, 19:31

Strappo nel Pdl: Crosetto e la Meloni se ne vanno sbattendo la porta

Daranno vita ad un nuovo “soggetto politico” che si chiamerà “Fratelli d’Italia”

Guido Crosetto con in braccio Giorgia Meloni

Guido Crosetto con in braccio Giorgia Meloni

Tanto tuonò che, per una volta, piovve. Guido Crosetto, il gigante del Popolo delle libertà si è stancato – tanto per usare termini pubblicabili - ed è uscito dal partito sbattendo la porta. Insieme con la fedele ex Ministro per la Gioventù Giorgia Meloni, l’ex sottosegretario alla difesa nativo di Marene costituirà quello che oggi si deficnisce un nuovo “soggetto politico”   che di chiamerà “Fratelli d’Italia”.

I due, domenica scorsa, da Roma avevano lanciato il loro ultimatum: “Vogliamo un luogo giusto dove poter lottare e trasformare i nostri sogni in realtà. Se quel luogo é il Pdl lo dobbiamo sapere subito, perché se non lo é siamo pronti a costruirne uno nuovo, con le idee e con chiunque voglia starci”.

Che tirasse aria di scissione era parso chiaro a tutti, anche se quella parola, nessuno all'Auditorium di via della Conciliazione nessuno l’aveva pronunciata apertamente. Ma gli applausi scroscianti a Crosetto quando aveva detto “Non siamo qui per spartirci le poltrone né il potere, perché se avessimo voluto questo ci saremmo uniti a coloro che dopo averlo avversato oggi chiedono a Monti di candidarsi leader del centrodestra. Mi fa pensare a Mussolini che organizza una festa per Badoglio” erano stati eloquenti quantomeno i fischi al premier Mario Monti ed a Silvio Berlusconi.

Un centrodestra credibile o ha Scajola e Dell'Utri o ha me e la Meloni” aveva poi continuato Crosetto. “La credibilità – aveva aggiunto - non dipende dal simbolo, non la si guadagna cambiandone i colori o il nome, ma con le persone che gli stanno dietro, perché ne bastano 4-5 per portare nel fango tutte le altre. E noi di fango ne abbiamo visto fin troppo”.

Le aveva fatto eco Giorgia Meloni: “Oggi scegliamo un altro centrodestra, dove non ci si vergogna dei propri compagni di viaggio, non ci si ritrova una casa senza sapere chi l'ha pagata. Un centrodestra in cui non ci siano indagati per mafia e chi ha rubato milioni di euro non si autosospende ma viene buttato fuori a calci”.

Oggi l’addio. Domani, forse, il terremoto.

W.A.

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