Al Direttore - 23 gennaio 2013, 11:19

I dubbi di un lettore sul nuovo codice della strada in materia di soccorso di animali

Il principio, è ovvio, è sacrosanto, ma la sua attuazione? Se io investo casualmente, o addirittura transito e vedo un animale investito, cosa dovrei fare, per non incorrere in eventuali, terribili, sanzioni?

Immagine di repertorio

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Un chiarimento riguardo alle norme riportate nell’articolo sul codice della strada, e in particolare quella sul soccorso agli animali. Ne avevo già sentito parlare, e mi sembra seguire l’esempio di tante strampalate norme di stampo europeo. Il principio, è ovvio, è sacrosanto, ma la sua attuazione?

Se io investo casualmente, o addirittura transito e vedo un animale investito, cosa dovrei fare, per non incorrere in eventuali, terribili, sanzioni?Avvicinarmi stoicamente e sincerarmi delle sue condizioni fisiche? Sentirgli il polso? Auscultargli il cuore? “Chiedergli”, se, toccandolo, prova dolore da qualche parte? Fargli la respirazione bocca a bocca?

E poi, che soccorsi sono obbligato a chiamare? La croce rossa? Il 118? O è già stato istituito un pronto soccorso per animali? La legge, perentoriamente, mi dice che devo comportarmi con la povera bestiola ferita, come se fosse un essere umano, ma nel mondo animale, le differenze sono molto più marcate. Devo tenere lo stesso comportamento difronte ad un istrice, un topolino, un uccellino, un gatto, un cane, una volpe, un cinghiale, un capriolo, una mucca...un triceratopo? Lei che de dice?

Lettera firmata

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