“E’ legittima l’applicazione della nuova aliquota TASI del 3 per mille e, in caso di risposta affermativa, come si “sposa” con quanto prevede il portale del Federalismo Fiscale, sul quale il Dipartimento delle Finanze precisa che “non debbono essere prese in considerazione, ai fini della determinazione del tributo, le delibere pubblicate successivamente al 18 settembre 2014?
I contribuenti saluzzesi sono stati adeguatamente avvisati di questa variazione? Sono stati rispettati i criteri sanciti dallo Statuto del contribuente che prevede che le disposizioni tributarie non possono avere effetto retroattivo e non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data dell’adozione dei provvedimenti di attuazione?”
Per settimane ci eravamo adattati a scrivere di interrogazioni dell’opposizione consiliare di Saluzzo dalla quali mancava, ad ogni piè sospinto, a firma di Dario Miretti (Forza Italia). Ora, con lo stesso Miretti che accusa i 6 colleghi di minoranza di non avere a cuore la fiscalità dei saluzzesi, le parti si sono invertite: Dario Miretti parla e scrive, gli altri tacciono.
Il paragrafo introduttivo è infatti (pressoché testuale) la domanda finale di una lunga e dettagliata interrogazione indirizzata al presidente del Consiglio Andrea Momberto che proprio ieri, mercoledì 10 dicembre, Miretti ha fatto protocollare in Comune.
L’argomento è quello emerso e deflagrato (davvero non si spiega l'imbarazzante silenzio di tutto il resto del gruppo d’opposizione) nel corso di una recentissima conferenza stampa con la quale l’Associazione “Progetto Saluzzo”, che in materia sarebbe suffragata dall’autorevole parere dell’esperto de “Il Sole 24 ore” Ezio Maria, sostiene che il termine ultimo per l’approvazione definitiva delle aliquote della TASI sarebbe stato per legge il 10 e non il 30 settembre 2014, data nella quale il Consiglio comunale ha invece provveduto ad effettuare il riequilibrio di bilancio.
Una cosuccia non da poco, perché – questo sostiene perlomeno “Progetto Saluzzo” - se l’aumento risultasse illegittimo, non i cittadini saluzzesi dovrebbero versare la tassa nella percentuale più bassa ma l’Amministrazione Comunale che avrebbe provveduto fuori tempo massimo ad effettuare il conseguente riequilibrio del bilancio (per via dei 155mila euro di maggiori introiti derivanti dall’aumento dell’aliquota della Tasi) rischierebbe addirittura il commissariamento.
Fantascenari politici? Può darsi. Anzi, senza dubbio, ma il fuoco cova sotto la cenere.
A sostegno della propria tesi Miretti cita anche una circolare del 2 settembre 2014 del Ministero Economia e Finanza che stabilirebbe “che il termine per la trasmissione telematica, mediante inserimento nel Portale del federalismo fisale, delle delibere di approvazione delle aliquote e dei regolamenti, è stabilito alla data del 10 settembre 2014”e che il mancato invio degli atti entro il termine del 10 settembre provocherebbe l’applicazione per il 2014 dell’aliquota base pari all’1 per mille e l’obbligo di versamento dell’imposta dovuta in un’unica soluzione entro il 16 dicembre prossimo.





