#controcorrente pubblicato su targatocn.it lo scorso sabato 13 gennaio, occupandosi del problema della sosta selvaggia nel centro di Cuneo, perché gli spazi bianchi e blu nei giorni lavorativi sono sempre totalmente occupati, indicava due possibili strade per trovare una soluzione alla mobilità nel capoluogo della “Granda”.
La prima: potenziare le piste ciclabili e costruire parcheggi di testata nella prima cintura periferica - Madonna dell’Olmo, San Rocco Castagnaretta e Borgo San Giuseppe - collegati all’area urbana attraverso bus navetta frequenti e agevoli da utilizzare.
Seguendo quest’indirizzo si incentivano le persone a lasciare il più possibile le auto fuori dal perimetro cittadino. La seconda: realizzare parcheggi interrati nel contesto urbano avendo la consapevolezza che la scelta vuol dire continuare a riempire il centro di vetture.
L’Amministrazione del sindaco Borgna ha deciso di intraprendere quest’ultima strada.
Infatti, nella Commissione comunale del 17 gennaio è stato presentato lo studio di fattibilità dell’intervento di riqualificazione di piazza Europa con la costruzione di un parcheggio interrato in due varianti: 221 posti auto pubblici a rotazione su un piano e 170 box vettura per i residenti all’altro livello oppure 354 posti auto a rotazione e 67 garage per gli abitanti.
Tutto ciò senza aver incassato un grande consenso da parte di chi vive nella zona vista la costituzione di un Comitato per la tutela della piazza il quale, esprimendo le perplessità sull’opera, a livello di costi e ambientale, ha raccolto 1500 firme e presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti.
Ma gli assessori alla Mobilità, Davide Dalmasso, e alla Rigenerazione Urbana e Trasporti, Mauro Mantelli, hanno espresso chiaramente l’intenzione del Comune di portare avanti l’intervento.
A questo punto il sindaco e la sua squadra diano anche una risposta positiva al Movimento Consumatori che ha promosso il progetto di un parcheggio con 178 box auto per i residenti sotto piazza Martiri della Libertà, in modo da liberare le strade attorno per quanti arrivano da fuori. Perché una scelta va sostenuta fino in fondo senza tentennamenti e assumendosene la responsabilità.
Magari destinando altre risorse per ulteriori strutture sotterranee.
E se la decisione è questa, Borgna & C dicano onestamente che le piste ciclabili, le aree di testata e i bus del trasporto pubblico non rientrano negli indirizzi dell’amministrazione. Infatti, realizzare interventi a macchia di leopardo su tutti i fronti, dando un colpo al cerchio e un colpo alla botte per scontentare nessuno, ma senza avere una visione strategica della futura mobilità cuneese, crea solo una grande confusione e non porta frutti positivi.





