Attualità - 05 febbraio 2020, 10:52

Incendi boschivi: da domani (6 febbraio) attivo in Piemonte lo stato di massima pericolosità

Secondo il bollettino dell'ARPA Piemonte per le giornate di oggi, domani e venerdì, il numero di aree interessato da un rischio a categoria "molto elevata" sono in diminuzione, ma si consiglia comunque prudenza

L'incendio a Villar San Costanzo

L'incendio a Villar San Costanzo

Avrà decorrenza a partire da domani (giovedì 6 febbraio) nella nostra provincia e su tutto il territorio della regione Piemonte lo stato di massima pericolosità per incendi boschivi.

La decisione è stata ufficializzata – in ottemperanza alla Legge 353/2000 e a quella regionale 15/2018 – nella giornata di martedì 4 febbraio, e ha seguito la valutazione della situazione meteorologica in atto (e prevista) in regione: certamente gli ultimi due giorni di forti raffiche di Foehn, con i conseguenti scenari che hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco in gran parte delle province, hanno contribuito alla presa di posizione.

La cessazione dello stato di massima pericolosità sarà stabilita con successiva determinazione del Direttore della Direzione Opere pubbliche, Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica, al cessare delle condizioni meteorologiche di rischio.

I dati, espressi in classi d’intensità di diverso colore e che comprendono le 58 aree di base del Servizio Antincendio Boschivo, si rifanno alla Scala Europea per il pericolo degli incendi boschivi e vengono rilasciati ogni giorno entro le 9 del mattino (con riferimento anche ai due giorni immediatamente successivi).

Nella giornata di oggi (5 febbraio) l’ARPA segnala la presenza in Piemonte di 37 aree a rischio molto elevato, di cui sei (su dieci) appartenenti alla nostra provincia: le valli Varaita, Stura, Gesso, Vermenagna, Pesio, Tanaro, Mongia, Cevetta e le monregalesi, oltre all’Alta Langa Montana e la Langa delle valli Belbo, Bormida e Uzzone.

Il primo giorno di decorrenza dell’ordinanza, fortunatamente, si prevede come molto meno pericoloso; le aree a rischio molto elevato in regione si riducono infatti a 15, di cui una soltanto della Granda (valli Tanaro, Mongia e Cevetta). La maggior parte delle aree cuneesi presentano un rischio comunque elevato, tranne quella corrispondente alle valli Gesso, Vermenagna e Pesio (rischio moderato).

La situazione parrebbe migliorare ancora nella giornata di venerdì 7 febbraio: quattro aree a rischio molto elevato in regione, di cui nessuna nella nostra provincia, che presenta una maggioranza di rischio “solo” elevato. Unica area a rischio moderato, ancora quella  corrispondente alle valli Gesso, Vermenagna e Pesio.

simone giraudi

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