Agricoltura - 25 marzo 2020, 19:02

Coldiretti Cuneo: "Sul latte Regione latitante, bisogna far luce sui dati delle importazioni"

Roberto Moncalvo: "Chi approfitta della situazione di emergenza dev’essere escluso dai fondi previsti per sostenere il comparto agroalimentare"

Foto generica

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In piena emergenza Coronavirus 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano ogni giorno le frontiere e invadono l’Italia con cisterna o cagliate congelate low cost di dubbia qualità, proprio mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti sulla base dei dati del Ministero della Salute relativi ai primi quindici giorni di marzo 2020 sui flussi commerciali dall’estero in latte equivalente.

In una lettera inviata oggi al Governatore Cirio, al Vicepresidente Carosso e agli Assessori Protopapa e Icardi, Coldiretti ha ribadito la necessità che la Regione, dalla quale sinora tutto ancora tace, si attivi urgentemente nei confronti del Ministero della Salute per accedere ai dati relativi alla provenienza del latte utilizzato dalle industrie del territorio.

È fondamentale che la Regione intervenga per controllare le importazioni di latte straniero e segnalare le speculazioni sul prezzo alla stalla da parte di alcuni caseifici, proprio in un momento di grande richiesta di prodotti lattiero-caseari da parte delle famiglie. Chi approfitta della situazione di emergenza dev’essere escluso dai fondi previsti per sostenere il comparto agroalimentare” dichiara il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo.

In gioco c’è il futuro di un comparto che conta numeri importanti in Provincia di Cuneo, con una produzione di 6 milioni di quintali annui di latte, circa 1.200 aziende produttrici e 30 specialità di formaggi.

Anche a livello nazionale, il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha avanzato un’istanza di accesso ai dati sulle importazioni di latte nei confronti del Ministero della Salute, alla luce dello storico pronunciamento del Consiglio di Stato dello scorso anno che, su richiesta di Coldiretti, faceva cadere il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia allo scopo di garantire massima trasparenza. In forza di quel pronunciamento, per motivate ragioni è possibile chiedere al Ministero della Salute l’accesso ai dati e ai documenti sul latte oggetto di scambio intracomunitario e proveniente da Paesi extra UE, impiegato dalle agroindustrie italiane che producono yogurt, latticini o formaggi.

comunicato stampa

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